12 ottobre casa mia, Rosate
Parecchia gente in aereoporto, ma sono in tempo. L'ostello di Muscat non risponde.
Ho 6 ore di scalo,se lo perdo il volo il bagaglio va a Muscat senza di me.
Il profumo gentilmente offerto dal duty free di Malpensa è eau de toilette sauvage di Dior.
L'idea è fare un giro dell'Oman, proverò a vedere se posso fare qualche giorno in Yemen, ma dubito di riuscire. Ho la tenda, penso che prenderò una macchina a noleggio qualche giorno e girare in zona.
Ci sono buone probabilità per la cacata d'alta quota, nel caso invio coordinate e quota.
43.9323 N 18.9226 E 11.039 slm
Arrivato ad Istanbul ho cambiato 15€ , mi hanno dato 770 lire turche. Lì per lì mi sentivo ricco. Il biglietto della metro ne è costati 200.Sono uscito dalla metro a soganlink, dove fanno un mercato . Dopo un giro del mercato, mi sono buttato su un durum. Una cosa piuttosto rapida ed economica. Dopo mangiato, mentre bevevo un tè fuori da un posto pieno di fumo coi vecchi che giocano a carte o a domino, ho sentito odore di agnello, ma a quel punto avevo già mangiato. é andata a finire che ho mangiato con i soldi contati. Sulla metro è passata una signora a cercare moneta. nel sobborgo di Istanbul visitato e in metro ho visto donne in abiti occidentali, tacchi e pure spacchi. Ho notato che tra le giovani il piercing tra le narici ha parecchio successo. Tornato in aeroporto ho ricambiato 5 €. Quello che costava è la tessera ricaricabile, la metro costa poco meno di un euro.
Ho provato a regalarla, ma non è stata accettata a chi la ho proposta (l'inglese non lo masticano molto in generale). Giro turistico all controllo passaporti e poi aspetto che esca il gate.
Ci sono un gruppo di pellegrini che vanno alla mecca, sono coperti solo di un lenzuolo bianco doppio, tipo asciugamano sottile.
Gli vedo addosso solo quello, La maglietta sotto non la hanno. che poi abbiano sotto le mutande non lo so .
Viaggio abbastanza tranquillo, alla terza ora di volo su 4 1/2 non ho dormito una fava.
Ho trovato una coppia di Treviso che farà qualche giro in zona e non hanno proprio guide turistiche cartacee. Hanno già prenotato gli alberghi (orrore!). Il premio tatuaggio originale lo ha un passeggero dell' aereo con il volto di un diavolo che ride e la scritta "good idea".
Domani se ne ho le forze andrò all' ambasciata per capire se lo sconfinamento in Yemen è fattibile e all' ufficio postale per fare incetta di francobolli.
I miei vicini tengono il finestrino abbassato e non vedo fuori.
Dovremmo essere sul golfo Persico quando mi appisolo. Atterraggio morbido.
Lunedì 13 ottobre soffice panchina accanto al nastro bagagli, aereoporto di Muscat.
Sveglia abbastanza traumatica con i rumori dei bagagli del volo da Mosca. Procuro una SIM (il mio numero è 96891321733). Alle 8 del mattino ci sono 29°. Arrivato al fresco nella sala comune di un ostello, aspetto che sia chiaro se c'è il posto oppure no. Poco fa 3 turchi hanno fatto check out, ma non è chiaro se c'è il letto. La strada dall' aereoporto passa enormi strade a 4 o più corsie tra palazzi nuovi o in costruzione. Le moschee hanno cupole e cima del minareto a semisfera. La felpa rossa è rimasta a Orio al serio, ora praticamente non ho capi pesanti, ma a naso dubito servano.
Sistemo il bagaglio e vado all'ambasciata Yemenita. Sulla strada passo una zona di palme
abitata da tanti uccellini. In ambasciata faccio quattro chiacchiere con gli yemeniti in attesa.
Mi sconsigliano la costa ovest e la capitale (gioiello di architettura); a quanto pare Israele sta occasionalmente bombardando. Mi dicono che la costa sud è tranquilla e che mi tratteranno tutti molto bene (la gufata - pausa- in ambasciata). L'unico documento che mi chiedono è una lettera di non obiezione al mio viaggio da parte della nostra ambasciata. Manco lo dico l'orario di lavoro dell’ambasciata italiana finisce a breve. Chiamo e non riesco a parlare con nessuno. Ci vado. Fa caldissimo ed evidentemente lo accuso, per strada una signora in una auto ferma mi regala 2 bottiglie d'acqua, fresca oltretutto. Arrivato alla soglia del suolo patrio mi apre un carabiniere che mi conferma quanto letto sul sito, si riceve solo su appuntamento. Mi dice che il documento potrebbe arrivare per posta elettronica. Nella zona ci sono diverse ambasciate in stile locale e architetture simili , ma non uguali. Alle 13 circa ho mandato la email e fa un caldo clamoroso! Vedo dei muratori al lavoro sotto il sole un pò incredulo al fatto che riescano a lavorare in tale canicola. Le strade in zona sono un groviglio di viadotti e strade fino a 6 corsie. Non ne sono venuto a capo e mi sono fermato per il succo di frutta . Bevo un ottimo succo di frutta :canna da zucchero,limone e zenzero e punto l' ostello per evitare il caldone.
Tornato in ostello vado a dormire e dormo 5 ore filate.
L'aria condizionata è talmente forte che devo mettere una copertina. In serata conosco un colombiano e valutiamo di prendere una auto a noleggio. Ci sono varie persone che cercano auto da condividere in ostello, ma ho più giorni degli altri e far coincidere i programmi è complicato. La macchina costa poco, la rogna è che rimborsano il deposito a 40 giorni su PayPal (che non ho). L'idea è visitare la grande moschea e la città vecchia. In serata trovo un ristorante che cucina capra, ma oggi non ne hanno più e mangio quello che ho portato dall' Italia. Fa caldo e si rovinerebbe. La tenda mi sa che sarà poco utile: fa troppo caldo di giorno, serve comunque un posto per le ore Centrali del giorno. Magari in 2 o 3 giorni mi acclimato. Vado a dormire alle 12:00. C'è una ragazza russa che studia l'italiano e parliamo per un po'.
14 ottobre Legacy hotel, Muscat
Sveglia alle 7.30. trovo sia Kate che Pedro. Alla fine andiamo via con Kate sia io che Pedro . Usciti dall'ostello un tizio ci tampona. Risolviamo la cosa sul momento e partiamo. Le montagne che si incontrano fuori Muscat sono a strati . Sono estremamente secche e brulle. Un colore tra il marrone chiaro e il rosa, non c'è grigio . Andando più avanti le stratificazioni scompaiono e le montagne appaiono come degli ammucchi di terra con sassi. Il colore delle pietre cambia e tende più al rosino / arancione. La conversazione con Kate va bene è una che lavora dall'estero . In questi giorni è in Oman e il suo programma è strettissimo ,mentre io ho il problema opposto . Partiamo con lei per arrivare a Sur e vedere una delle meraviglie locali. Ci fermiamo prima ad Hawiyat Najm Park creato da un asteroide . Il buco ha una forma tipo ellisse con pareti verticali , tanto che non si capisce da che parte è entrato l'asteroide. il buco è largo circa 35 MT e a 25 circa da terra all'acqua. A quanto pare il buco è molto profondo; andando con dei respiratori si possono vedere pesci senza occhi che vivono nelle profondità di questo buco. L'acqua è tiepida e leggermente salata. All'interno ci sono pesci molti piccoli, ma molto voraci. Mi si buttano sui piedi in tantissimi! Devo stare su una roccia se no mi mordono con accanimento. Andando più ad est le montagne riprendono ad essere stratificate e i fiumi scavano nella roccia dei Canyon molto profondi. Visitiamo Wadi shab. E’ un canyon molto bello. Mangiamo qualcosina sotto il ponte dell'autostrada che chiude il Canyon e poi prendiamo la barca per andare dall'altra parte del fiume . Questo non è enorme però il sentiero che risale la valle parte dalla parte opposta rispetto a dove arriva la strada. Siccome è una antica fonte d'acqua ci sono ancora i sistemi di irrigazione tradizionale restaurati in canaletti in cemento che portano acqua alle diverse proprietà . La parte coltivabile è molto risicata ed è ai lati del fiume. Un tempo il sentiero necessitava di fare degli attraversamenti a nuoto, ma ora si arriva fino in fondo al percorso dalla stessa parte . Si vede anche il relitto del nuovo sistema di tubazioni che portava l'acqua a valle. Ci sono delle pareti di roccia verticali altissime (intorno ai 300 m 400 m) e risalendo il fiume ci sono delle pozze dove bagnarsi. L'acqua affiora a pozze separate tra loro in colori verde/turchese molto invitanti. Arriviamo intorno alle 12:00 e la calura è forte. All'inizio della conduttura che portava l'acqua valle il fiume si incunea in una valle sempre più stretta, per poi finire in una grotta . Ci si arriva a nuoto. Per non lasciare incustoditi i documenti mettiamo tutto in una borsa impermeabile che portiamo sulla testa. Le superfici, levigate dall' acqua, sono molto scivolose anche da asciutte. Cado anche un paio di volte. Mentre nuoto con la borsa in testa mi pare di essere il protagonista del film Rapa nui, in cui il protagonista deve portare un uovo integro da un'isola all' altra. L'ultima parte del fiume è la più bella. Si arriva in una grotta attraverso una parte a nuoto con acqua profonda. Si entra in una grotta/dolina attraverso un canale molto stretto in cui oltre il livello dell'acqua passa solo la testa. Si finisce in una caverna più grande con la volta aperta in più punti . All' interno c'è una piccola cascata .La caverna è molto bella, ma del tutto liscia: i punti per appigliarsi sono pochissimi . Da fuori la luce passa attraverso l'acqua generando dei colori turchesi molto belli. Usciamo dall'acqua esausti . Intraprendiamo la strada per scendere un po' di fretta; siamo un po' stretti con i tempi perché la barchetta all'inizio del torrente chiude servizio alle 17:30. Arriviamo alla macchina poco prima del tramonto e andiamo poi a visitare una tomba antica a Qalhat. La tomba è la tomba di Bibi Maryam. La moglie di Baha al-Din Ayaz, regnante del regno di Hormuz. La volta è parzialmente crollata, c'è una sorta di cripta sotto il pavimento e agli angoli ci sono dettagli simili a quelli visti a Granada. E' lì sin dai tempi di Marco Polo e di Ibn Battuta, che ne parlano nei loro libri. Arriviamo col buio. Raggiungo la tomba arrampicandomi sulla costa del wadi. Grazie alla lunga esposizione della macchina fotografica riusciamo a fare delle foto . Una volta a Sur con Pedro prendiamo un appartamento che dovrebbe essere provvisto di cucina ; nella cucina c'è solamente il lavandino e il bollitore: non una posata , non una pentola. Ci facciamo dare una cucina elettrica e una pentola, ma decidiamo ugualmente di uscire a mangiare e andiamo a recuperare Kate. Si presenta proprio in un bell' abito. Mangio della capra con cipolla , peperoni piccanti e un po' di pomodoro. Molto buono . La città ha diverse moschee svettanti ed è famosa per la fabbricazione dei dow, barche in legno di grandi dimensioni. Alle spalle della città c'è una Laguna ampia che faceva da porto. Da qui i suoi mercanti commerciavano con l'Africa e l'india. vado a dormire a mezzanotte circa.
15 ottobre al afiah corniche hotel apartment ,sur
Notte non eccezionale. La pompa sul tetto della camera parte ogni 5 minuti inoltre fa parecchio freddo. Mi sveglio alle 7. Esco sulla terrazza e faccio qualche foto alla spiaggia. Faccio anche qualche test fotografando in lontananza una signora completamente vestita di nero che la attraversa. Si sveglia anche Pedro e per non perdere la luce giusta usciamo in fretta e andiamo a fare un giro al vicino villaggio di Al Aijah. La storia di questo villaggio è legata ai commerci d'oltremare ed è stata residenza di di commercianti facoltosi. Sulla strada per arrivare vediamo una cupola su una piazza e si passa un ponte sospeso in ferro piuttosto grande. La particolarità della città sono i palazzi ormai in rovina delle famiglie dei commercianti. Le loro case e in particolare le porte di entrata in legno intagliato con motivi floreali sono peculiari . Arrivati in città facciamo un giro della Baia fino al Faro. il Faro non è altissimo, di un marrone chiaro con ampie vetrate in cima. Troviamo il custode ,che non parla una parola di inglese. allontanatici dal faro andiamo a cercare il castello . Il castello è a pianta quadrata, con un cortile contornato da Portici . Andiamo a cercare qualcosa per fare colazione. Ho trascinato Pedro fuori di casa prima del caffè e gli ho promesso che glielo offro. Troviamo un baretto e all'interno un quwaitiano che sta mangiando . Mangia ranak,una sfoglia croccante di farina scura farcita all'interno con diverse farciture accompagnato da formaggio. Ne prendo una alla miele e ci trovo formaggio e miele . Lo accompagno con un succo di frutta di limone e menta. Il Signore del Kuwait ci prende in simpatia e ci offre la colazione. Cerchiamo un passaggio e ce lo danno. Peccato che ci portino di nuovo al faro e non nel posto che avevamo chiesto. Ringraziamo e rifacciamo la strada che avevamo fatto una mezz'ora prima, con qualche grado in più di temperatura. Inizia ad essere caldo. Sono uscito senza cappello e quando tornerò all'appartamento avrò la fronte un po’ arrossata. Per evitare il sole passiamo all'interno del quartiere abitato. Le vie sono molto strette e servono proprio ad evitare che entri il sole. In questo modo ci si può spostare senza cucinarsi.
la sabbia di Sur è piuttosto fina di colore tendenzialmente ocra chiaro, con marroncino ;c'è pochissimo grigio e c'è parecchio giallo. Ad Ayjah è molto simile, leggermente più fina. Uscendo da Sur e puntando verso verso sud si ci si trova con dei Monti sulla destra. Sono Monti tutto sommato tondeggianti, abbastanza imponenti di un colore piuttosto monotono. Oltre si apre una ampia valle con dei piccoli arbusti (con tanto di cammello che se ne nutre). Prima di Ibra facciamo una piccola deviazione in località Bidyan. Andiamo all'inizio di una grossa Duna al limite del deserto. Dal satellite è di un colore rosso acceso. Scelta di tempo ottimale come sempre; arriviamo lì che sono le due del pomeriggio. Partiamo con una breve passeggiata su queste Dune che sono comunque molto alte (intorno ai 150 metri). Le dune non sono totalmente prive di vegetazione. Ci sono sparute piante pioniere, tipo piccolo cespuglio di colore scuro e invece tipo mazzetto di fili d'erba , di colore chiaro..
La sabbia si presenta in grani di diversa granatura. i Rossi più grossi e altri più Fini di colore Giallo ,nero ,non vedo grigio, c'è marrone chiaro e qualche piccola parte riflettente. I grani di sabbia Rossa Sono leggermente più grandi e quindi restano in superficie quando il vento sposta il resto. Il risultato sono delle striature rosse più scure sulle Dune che comunque sono di un rossiccio acceso. La grana è fina ,ma non finissima, e si stacca da sola dalle mani una volta toccata. Dopo aver rifiutato l'offerta di un beduino in fuoristrada saliamo a piedi. Kate è in infradito e probabilmente si è procurata qualche piccola ustione. La suola delle mie scarpe è in gomma e si scalda, lo si sente dall' interno. La zona non è tu completamente desertica , ci sono delle case vicino alla strada, dei piccoli arbusti , un po' di plastica, e durante la nostra breve passeggiata passiamo alcune recinzione con animali da cortile e qualche cacca di animale in giro. La vista è molto bella . Le Dune che abbiamo di fronte sono più alte e hanno delle forme arrotondate generate dal vento. Prima di arrivare a Ibra la terra cambia ancora colore e forme. Le rocce sono di vari Toni di grigio e striate di colori più chiari. Stavolta danno proprio l'impressione di essere di roccia compatta. Arrivati a Ibra si vedono un gran numero di torri di avvistamento che servivano per controllare la città. La città era gran produttrice di datteri e quindi benestante. La guida riporta che erano due clan che si spartivano la produzione e che le torri servivano per tenersi d’occhio l'un l'altro e vedere cosa faceva l'altro Clan. La città è una tra le più antiche dell'Oman e aveva un suk molto importante. Gli abitanti sono riusciti a generare un'oasi recuperando le acque che scendevano dalle montagne circostanti. Girovaghiamo un pò un quartiere in rovina costruito di mattoni di fango. E' visibile un sistema di canalizzazione tradizionale che passa anche vicino alla moschea ,dove c'è un pozzo per le abluzioni. Nella zona so esserci una moschea Antica e andiamo a cercarla. La troviamo percorrendo un fiume secco e aiutati da un locale. E' a base rettangolare e divisa in due parti da dei grossi pilastri. Ci sono il simbolo complesso del clan che la ha fatta costruire/restaurare. Notevoli sono le piccole decorazioni in materiale intonacato vicino agli elementi architettonici principali. Il mirhab è molto decorato nelle forme. Non ci sono colori, ma ci sono un nicchia dentro l'altra. Il mirhab guarda ad ovest. Sulla strada verso l'ultima visita del giorno passiamo dei Monti Illuminati dal sole color color Rosso acceso. Più avanti si passa una zona dove c'è della roccia di colore viola scuro. E' ormai il tramonto e abbiamo il sole proprio davanti. Visitiamo le tombe di Zukayat. La terra cambia nuovamente forma. Le montagne si presentano a strati di roccia solida e rigida che il sole ha frammentato. Infatti per salire sul Colle dove ci sono le tombe si trovano tanti pezzi di roccia piatta spezzati e ammontonati sui costoni. Le tombe si presentano come della specie di nuraghe, degli ammassi a forma di tronco di cono. Sono alti 2 metri scarsi e fatti di pietre piatte spesse tra i 3 e i 10 cm. Lungo la cresta del monte dove siamo ce ne sono diverse. In teoria da queste parti se ne dovrebbero vedere tante, ma ormai è buio. Sono tombe sulle quali si sa pochissimo, a parte l’origine che si perde nella notte dei tempi, intorno al 2000 ac. Scendiamo nel buio completo con qualche difficoltà: ci sono tante piante spinose sul costone. La sera cena dal pakistano: verdura con riso .Il cibo è molto piccante. Stanotte dormirò con Pedro in un letto matrimoniale di una camera piuttosto piccola , però questo abbiamo trovato e questo abbiamo preso. Vado a dormire alle 11:30 circa
16 ottobre Bait AL Naaman Bin AL Munther nizwa
La giornata inizia con un sogno erotico e conseguente ricerca di mutande pulite. Prendo un sacco di freddo durante la notte. Ci troviamo con Kate intorno alle 9 e andiamo in una pasticceria. Proviamo la halwa che è un composto a base di miele cotto con Zafferano e frutti secchi. Proviamo anche il caffè locale: lo mischiano con del cardamomo. Ben più appetitoso il dolce a base di cocco che proviamo poco più tardi. Usciti da lì pedro sta facendo colazione in un ristorante Yemenita. C'è un pane piatto e unto con del sesamo nero molto buono. Lascio i ragazzi a fare colazione e vado al museo. L'entrata è abbastanza onerosa e probabilmente loro non entreranno. La visita del museo è interessante. Il castello si compone fondamentalmente di una Torre centrale molto grande e abbastanza complessa. La parte bassa è completamente piena per evitare che sotto i colpi di artiglieria collassi su se stessa. Per arrivare in cima c'erano cinque porte. In corrispondenza di ogni porta c’è un buco da cui veniva buttato succo di dattero bollente dal tetto, e appena dopo la porta c'erano delle buche in cui i potenziali assaltatori potevano cadere. La vista dalla cima della torre è molto bella. Si vede il palmeto e si vedono tutte le montagne che cingono la città. Sono decisamente brulle e abbastanza aguzze. Ci sono vari toni di Marrone, di ocra scuro e di rosso; non vedo grigio. Al'interno del museo c'è una linea storica che va dalla preistoria all'anno Zero. Curiosamente oltre a questa data pare non vi sia più storia. La parte più interessante che vedo è come regolavano l'acqua. Veniva indirizzata a questo o quel terreno con un sistema regolato astronomicamente con una sorta di Meridiana. A valle dela rilevazione astronomica il passaggio dell'acqua veniva chiuso da una parte aperto dall'altra ogni mezz'ora. Di notte il sistema funzionava con il movimento delle stelle. Nei giorni nuvolosi avevano inventato una sorta di clessidra ad acqua che dura mezz'ora. Un contenitore piccolo necessitava esattamente mezz'ora a svuotarsi e finire nel contenitore grande. Quando il primo era finito si cambiava la chiusa. Esco intorno all'una e andiamo a comprare francobolli. Siamo accolti molto calorosamente: ci offrono del caffè e dei datteri. Non trovo molta roba però qualcosina di interessante c'era. Ci mettiamo in macchina subito dopo. I ragazzi vorrebbero andare in una spiaggia a ovest di Muscat famosa per le immersioni. C'è una ragazza russa che deve andare a Salalah e pensava di andarci in auto con me e onestamente della spiaggia mi interessa poco, preferirei prendere l'auto e guidare già qualche ora questa sera. La spiaggia non è eccezionale; fondamentalmente è color grigio scuro, in alcuni grani tendente al nero, con un po' di bianco. Ci sono tre scogli proprio di fronte alla costa e uno un pochino più grande dove c'è un un piccolo forte. Facciamo un giro degli scogli e approdiamo sulla isola più grande. Il forte , nel punto più alto dell'isola è proprio piccolo. Si compone di una Torre di avvistamento e di una zona porticata aperta con degli archi a Sesto acuto. La scala per la salita della torre è al buio e ci sono diversi pipistrelli che sono appoggiati sulle pareti della della rampa delle scale. In cima alla Torre il paesaggio è molto bello. I ragazzi mi chiedono per l'ennesima volta di fargli delle foto. E' una situazione che mi ha un pò stufato. Lo capiscono, ma insistono per farmi una foto alla finestra. Mentre scendo dalla finestra mi strappo i pantaloni e mi rovino un po' l'umore. Arrivati a terra paghiamo quello che dobbiamo pagare e torniamo verso la città. Devo prendere l'auto per forza oggi se no la devo prendere per forza sabato. Tornando sbagliamo strada un paio di volte anche perché do delle le indicazioni poco chiare a Kate. Le macchine costano poco se si fanno 200 km al giorno. Il pacchetto con l'auto a chilometraggio illimitato costa un pò di più. Ramah, il ragazzo di origine sudanese dell'ufficio noleggi auto, mi viene incontro e mi dai la possibilità di fare una noleggio misto avvisandolo giorno per giorno sulle mie scelte. Giulia, la ragazza russa alla fine volera a Salalah e io sono fondamentalmente libero. Tutto sommato la cosa non mi dispiace. Quando vado a prendere l’auto l'unica disponibile è una nave di cilindrata 2500 con cambio automatico. Ci sono almeno 60 bottoni sul cruscotto. C'è una bella differenza con la mia. Dopo aver preso la macchina faccio un po' di spesa con Pedro. Sono un po' sposato nel supermercato: compro delle uova, dell'olio e un po' di cetrioli. A cena mangio due uova con Pedro e con Kate vado a dormire alle 12:30 circa.
17 ottobre Legacy Hostel Muscat
Altra notte passata male. Il letto disponibile è appena sotto il condizionatore che faceva rumore e buttava fuori un sacco di aria fredda. Oltretutto sono andato a dormire a stomaco pieno e quindi ho avuto il mio da fare per riuscire a prendere sonno. Mi alzo presto, ma poi tono dormire per un po' prima di andare via. C'è una ragazza cinese che avevo incontrato il giorno che ho fatto check in. Mi ha detto che in teoria doveva andare in Italia, ma le era stato rifiutato il visto. Dico che devo andare a Nizwa e decide di venire con me con una sua amica equdoriana; le ho indottrinate con CCCP per 2 ore a volume notevole. Ripasso dalla strada vista ieri sera. Mentre siamo al distributore scrivo qualcosa sul libretto e poi probabilmente lo lascio lì, non lo troverò più. Quando arrivo il taccuino non è più in macchina. Cedo il biglietto del museo (che si sbiadisce) barattandolo con una calamita. La calamita non me la hanno poi data. Vedo l'impianto di irrigazione e faccio un giro dell'oasi. Per consolarmi del mancato visto Yementa vado a mangiare nel ristorante Yemenita visto il giorno prima. mangio cammello stufato (lo stufato di cammello si cucina nel suo stesso grasso non si mette null'altro), delle verdure (zucca e patata) e del riso. Il riso lo cucinano in vari modi ce ne erano quattro e nessuno era bianco. Sono conditi con delle spezie. Rifaccio il giro dei posti dove sono andato al mattino, ma purtroppo del taccuino nessuna traccia. La cosa mi disturba un pò. Ad una 20ina di chilometri c'è il castello di Jabrin, che la guida cita come una delle cose più belle da vedere in Oman. Vado lì che c'è ancora un pò di luce. Uscito da la città di Nizwa le montagne si fanno più basse e meno aguzze. Arrivo al castello poco prima del tramonto. Il castello si presenta come una struttura tozza con le finestre solamente ai piani superiori. Un piccolo canale porta acqua all'interno del castello: questa acqua veniva usata solamente per il bagno e le abluzioni. Per cucinare e per bere si usava l'acqua del pozzo in quanto quella del canale poteva essere avvelenata o interrotta dall'esterno. Un giovane addetto sorridente e in carne mi spiega come funzionano i vari piani. Dal posto di guardia all'entrata si entra nel cortile. All'interno del cortile c'è una piccola moschea con un mihrab molto elaborato. in questo cortile esterno ci sono entrate separate: l'entrata vera e propria per i luoghi dove si amministrava la giustizia e la residenza dell'imam e a parte una scala che portava ai piani più alti dove c'erano le residenze di studenti e professori. Torri rotonde agli angoli estremi supportano il castello all'interno del cortile principale. Nel castello ci sono tante stanze, in tutto una cinquantina. Al piano terra c'è la tomba dell' imam e a lato le due stanze di preghiera. Il canale che arriva da fuori del palazzo è accessibile da queste stanze di preghiera. Oltre alla tomba dell'imam al piano terra ci sono le stanze delle varie guarnigioni del corpo di guardia e le celle (quella delle donne è più grande). Andando al piano di sopra c'è la stanza dell'udienza , dove si amministrava la giustizia. L'uscita da questa stanza aveva due porte:una alta da percorrere in piedi per gli innocenti e una molto bassa i per i condannati che uscivano carponi. La stanza per le udienze è sullo stesso piano. Accanto alla stanza principale c'è una stanza più piccola in cui venivano fatte delle richieste private. Questa stanza prende il nome di stanza dei sussurri (o bisbigli), perchè per non farsi sentire i questuanti parlavano sottovoce all'orecchio dell'imam. La stanza del regnante vera e propria è detta sala del Sole e della luna. Si chiama così perchè aveva delle finestre basse e delle finestre alte. Le finestre basse venivano aperte di giorno, così entrava la luce poco calore, mentre le finestre in alto venivano aperte la sera così entrava il fresco e usciva il caldo. Il tetto è in decorato con motivi floreali su travette in legno. Poco prima di arrivare in questa stanza la fotocamera non legge più la carta SIM. Da questa sala si va poi ai piani superiori. Al livello della terrazza il regnante aveva fatto la sua scuola delle Arti. Gli studenti gli insegnanti venivano pagati e avevano un accesso diretto alla ai piani alti dove c'era la scuola. In questo modo non venivano disturbati da quella che erano la vita del castello (visite,soldati,cucine, eccetera).
Il cortile interno al castello è molto bello, con dei balconi di legno e con delle delle finestre con caratteristiche decorazioni a motivi geometrici. E' stato fatto in modo che passasse l'aria ma fermasse la luce e quindi il calore. I soffitti delle stanze più importanti sono decorati con dei motivi floreali dipinti sulle traversine di legno a vista. All'entrata chiedo qualche curiosità riguardo le linee dinastiche locali (legate ai sauditi). La piccola moschea che c'è fuori è molto interessante ed è organizzata come altre piccole moschee antiche viste in Oman. La sala di preghiera è divisa in due parti e il mihrab è composto da tanti mirab uno dentro l'altro. Quando la macchina fotografica smette di funzionare la visita prosegue in maniera un po' disordinata. Questo questo Palazzo ha anche una entrata per i cavalli con una rampa che arriva al primo piano. l'imam era talmente amante dei cavalli che ha fatto progettare la propria stanza appena sopra questa minuscola stalla al 1' piano in modo che potesse sentire i rumori della stanza della cavalcature de dove dormiva. Dalla terrazza guardo tramonto. Il sole scende piano piano dietro alle montagne. Il canto degli uccelli a fine giornata ha voci leggermente differenti da quelle che si sentono in Italia. Poco dopo la partenza l'auto mi segnala uno stop che non funziona. In effetti lo stop non funziona. L'elettrauto dove vado è un signore indiano. La lampadina non è fulminata, ma è ossidata ed è molto molto calda. Appena dopo la ripartenza il problema si ripresenta. Il problema delle strade secondarie è che ci sono un sacco di dossi. Ci sono strade con limite a 100 km orari e dossi in cemento piuttosto alti. Seguendo la strada del navigatore mi trovo davanti alla recinzione di una zona militare con conseguente inversione di marcia. Mi fermo e faccio una sosta intorno alle 10:30 . Il cielo stellato è bellissimo. Si distingue chiaramente la via lattea. Cassiopea è bassa sopra l'orizzonte. La colonna sonora prosegue con Carmen consoli, Dead kennedys, Franky hi Energy. Il rettilineo è interminabile e il limite di velocità a 120km /h piuttosto basso. A lato della strada lungo la strada vedo un paio di grosse fiamme in cima alle ciminiere delle raffinerie. I sedili sono in fintapelle e mi fanno sudare. Arrivato a Haima ho una irritazione in corripondenza dell'elastico delle mutande, non le rimetterò fino al volo di ritorno. Il benzinaio mi dice che dopo essere stata due corsie per senso di marcia diventa unica e di fare molta attenzione perché ci sono tanti incidenti in questa tratta : sono stanco, ma appena fuori città c'è un gran puzzo di idrocarburi e vado ancora avanti. Ad un certo punto mi sorpassa una macchina che corre un sacco. Ottima guida! Così vedo se ci sono dossi. C'è un pò di traffico di autobotti, ma riesco a stargli dietro per un pò, si viaggia anche oltre i 160km/h. Poi lo perdo di vista e trovo un parcheggio che secondo me fa per me e mi ci metto a dormire per qualche ora.
18 ottobre parcheggio al lato dell'autostrada 19.618 NORD 55.418 OVEST
Mi sveglio con qualche bagliore. La macchina è appannata. Una piccola porzione di falce di luna è sorta poche ore fa. Il sole esce dalla foschia all'orizzonte e sale molto rapidamente. Illumina un paesaggio prevalentemente roccioso. Piccole rocce bianche su una sabbia di color giallo ocra di colore uniforme. La grana non è fina. Ci sono dei Cumuli di pietre o di sabbia. Le prime dune di sabbia partono proprio di lato alla strada. Sui versanti ci sono micro ammassi lineari alti più o meno 3 cm. Paiono di roccia. È un deserto prevalentemente roccioso. Segue una zona con delle sorta di collinette piatte all'apice, probabilmente è una zona di forte vento, Mi colpisce il numero di uccelli che vedo in giro ce ne sono diversi , qualcuno un po' più grande, di colore nero . A 250 km circa da Salalah entro in una moschea e ci trovo un camionista Pakistano che ci dorme coccolato dall'aria condizionata. Andiamo a fare colazione insieme in un posto molto molto semplice. Ci sono altri altri camionisti, tutti pakistani. Lavora per portare materiali per il raddoppio della strada che arriva fino a Salalah. Scopro qui che diversi colori indicano diversi contenuti delle autobotti. Lui trasporta acqua. Le autobotti Verdi sono per l'acqua non potabile, le bianche sono per l'acqua potabile. Facciamo qualche parola, e mi dice che vuole venire in Italia . Mangio un ramak con formaggio e beviamo un tè con il latte. Ci scambiamo i numeri di WhatsApp. A 160 km da Salalah la terra cambia colore. C'è parecchia più roccia e le Dune non si vedono più. Sul lato sinistro si notano delle formazioni rocciose in lontananza e il deserto diventa completamente roccioso. Iniziano a comparire delle Oasi e il deserto è punteggiato di piante pioniere. La terra è più scura e c'è anche un po' di rosso e rossiccio qua e là. Il miraggio con l'acqua sulla strada appare già a 50/100 m dalla macchina. Poco dopo che ho lasciato Mohamed incrocio diversi mezzi militari che vanno verso Nord. I primi non avevano niente sul tetto gli ultimi avevano anche la mitraglietta. La vegetazione molto bassa va e viene . Compare qualche alberello qua e là. Alle 11:00 ci sono 30°. A 150 km da Salalah carico Mohamed. E' un ragazzo dell'Etiopia. Con lui facciamo un po' di chiacchiere. Nel frattempo le alture perdono la loro testa piatta, probabilmente qui c'è meno vento. La guida sconsiglia di caricare gli autostoppisti, e io mi faccio dare un suo documento. Alla fine si rivela un ragazzo tutto sommato piacevole ha 22 anni ed è in Oman da qualche mese. Lamenta il fatto che pakistani , indiani a bengalesi non imparano la lingua e quindi non riesce a comunicare con loro; inoltre si propongono come manodopera a basso costo e gli rovinano la piazza. Lui cerca lavoro. Poco dopo inizia con delle richieste di lettere di invito, vorrebbe venire in Italia o in Europa. Gli dico che dovrebbe passare dalla Serbia e gli sconsiglio di prendere la barca dalla Libia. Meglio fare un visto turistico e poi darsi alla macchia. Vorrebbe andare in Olanda. Gli faccio presente che in Italia siamo messi maluccio per il lavoro. Gli conviene cercare un volo non per tanto per l'Italia. ma per la destinazione finale. Quando trovo il cartello con il sito UNESCO della valle con gli alberi di incenso mollo l'autostoppista all'incrocio e vado a vedere. Sul sito, oltre a un pietrone con scolpito UNESCO e dei bagni senza acqua (messi abbastanza male) non c'è alcuna informazione. Il sito è bello nella sua estrema aridità. E' la valle di un fiume secco con parecchi alberelli. L'albero di Frankincense si presenta tozzo, contorto, con piccole foglie. Raccolgo un po' di resina e vengo via. Il paesaggio cambia drasticamente quando si scollina. La roccia nera affiora tra la vegetazione. Dopo aver visto roccia nuda assolata per giorni qui c'è vegetazione! Si vedono vari tipi di verde, pascoli, versanti con boschi. Un cambiamento impressionante. Sono veramente basito, La strada scende abbastanza rapida con il traffico pesante che si muove lentamente. Intravedere la terra tra la vegetazione mi lascia realmente ammutolito. Per quanto secca o non di colore verde chiaro ci sono erba, alberi e arbusti sui versanti e non si vede il colore della roccia. La strada che segue fino a Salalah ha delle forti pendenze. sempre in un ambiente di abbondanza di piante e di erba. Sono montagne piuttosto alte , in corrispondenza di Salalah sono intorno ai 1000 metri, ma questa catena arriva anche a 1600. In fondo alla discesa c'è la città di Salalah. In città trovo da dormire e mi butto a letto. Al tramonto salgo sulla terrazza per avere un'idea della città. Sono stanchissimo. Vado a vedere la spiaggia di Al-baled in auto. Sulla spiaggia trovo una situazione di fine giornata festiva. Stuoie e sedie delle famiglie sulla spiaggia. Bambini che giocano a pallone e qualche cavallo a passeggio. Più ad est si trova un insediamento archeologico molto particolare databile intorno al 800 avanti Cristo. Una zona decisamente grande: sono vari chilometri quadrati di rovine in una pietra tagliata grossolanamente. Ci sono diverse moschee interessanti a Salalah e una grande zona archeologica. Marco Polo e Ibn Battuta sono stati qui e descrivono una città molto ricca. L'incenso partiva proprio da questa città per andare in tutto il mondo. Gli omaniti del tempo si sono arricchiti talmente tanto con quel commercio che i contemporanei stanno ancora godendo delle ricchezze accumulate allora (in più c'è il petrolio adesso). Sotto c'è un'altra città che apparentemente non ha simili in tutta la costa del Oceano Indiano. Ha caratteri di peculiarità. Probabilmente era un luogo di culto intorno al quale sono state costruite delle abitazioni. Ci sono dei cartelli che avvisano di non fare il bagno. Il bagnasciuga è obliquo e significa che ci sono delle forti correnti. Dopo il tramonto c'è ancora qualcuno che si bagna sedendo sul bagnasciuga. la sabbia non è molto fine. Devo fare la descrizione alla luce del Flash perché illuminazione è di colore giallo. La sabbia è chiara, di un marroncino chiaro con granellini anche di nero, poco arancione, c'è anche del Bianco, ma fondamentalmente pare marroncina. Una volta lasciata la spiaggia vado al mausoleo di Nabi Inbram. E' un mauselo con la tomba di Gioacchino (il padre di Maria).è particolare perché la tomba è lunga una decina di metri coperta di telo verde è chiusa all'inizio e alla fine da marmo. Ci sono anche delle immagini della tomba prima della costruzione del mausoleo. Di fianco c'è una bella moschea, con decorazioni a mosaico e con il riwak. Il mimbar è a balconcino, polilobato anche lui, e rivestito di piccole mattonelle a mosaico. In cima al minareto c'è una cupola verde a cipolla schiacciata. Aspetto che finisca la preghiera per poter fare foto all'interno. Il tour delle moschee in città prosegue con una in stile andaluso, Chanfery jamii. Ha bei tappeti al suolo e curiosamente ha 2 mimbar. Chiedo ad un fedele e mi dice che uno è solo per il venerdì, l'altro per gli altri giorni della settimana. Mangio lì davanti da un pakistano. capra, verdure, riso e pane piatto. ci metto un po', ma finisco tutto. poi vado in hotel.
19 ottobre peace House hotel Salalah
Sveglia alle 7:30. Sento del trambusto fuori, c'è della musica. Parrebbe una sorta di processione, però non riesco a individuarla. Finisco di mangiare il dolce a base di cocco. Sulla strada per la tomba di Giobbe mi fermo ad una moschea quadrata con un bel mirhab piastrellato in oro e un minbar in legno. Ci sono delle dei dei sorta di segnaposti. Nel giardino ci sono dei fiorellini Bianchi, dei Gigli gialli, e hibiscus del colore particolare con i Petali a Zig zag. Sulla strada seguo il cartello per andare alla hain Naziz , una fonte da cui partono dei canali di irrigazione. Resto nuvamente colpito da quanto sia verde la situazione. Le montagne sono ricoperte di alberi . Non sembrano alti però la copertura non fa vedere la roccia. Seguo un cartello per Hein Naziz pensando di trovare una fonte dove avvistare qualche uccello. Mi trovo nel fondo di un camion lussureggiante. Mentre sono lì arrivano una ventina di dromedari nella zona. I dromedari erano molto contenti di andare nell'acqua; ci si mettono dentro, ci sbattono i piedi bevono (manco a dirlo) come dromedari. Ho notato che quando bevono scodinzolano. C'è sempre un dromedario un pò più anziano degli altri che resta in posizione defilata e monitora la situazione. Nella zona ci sono uccelli trampolieri, garzette, aironi grigi e qualche altro più piccolo . Sulla strada verso la tomba di giobbe incontro un posto di blocco importante con polizia e militari. La strada per arrivare alla tomba di Giobbe è parecchio ripida. Sul posto trovo un albero con appeso qualche nido di uccelli tessitori. L’architetto è un uccellino poco più grande di un passero di un giallo intenso, e nero. All'entrata del del recinto del mausoleo c'è un cartello che riporta come il profeta sia citato più volte nella Genesi e nel Corano. Dai testi sacri risulta essere originario di questa regione. La Tomba si compone di una moschea molto Antica molto molto grezza con due indicazioni: un minbar in direzione della Mecca e un cartello in direzione di Gerusalemme ( indicata quds: la -città- santa). La tomba vera e propria è in un ambiente a fianco con aria condizionata. E' lunga più o meno 4 m e molto bassa . Quando arrivo trovo un bancarozzolo bello grande, nero, ribaltato su se stesso , non riesce a girarsi e muove le zampe cercando di rotolarsi sul dorso tondo e rigido. Lo aiuto a riesce. Subito all'esterno c'è quella che si pensa essere la l'impronta di Giobbe. E' enorme! E' compatibile con una persona era alta 4 m. Da lì vado a Mugsail, con l'intento finale di raggiungere la baia di Fazayah. Mugsail ha scogliere a picco in lontananza e la sabbia è fondamentalmente color bianco o marrone chiaro chiaro, c'è qualcosina di riflettente,un po' di grigio/marroncino, c'è pochissimo nero ed è molto molto fina. Chiude la baia una roccia a picco sul mare. Sulla strada verso la spiaggia di Fazayah chiedo ai due posti di blocco se con la mia auto posso percorrere la strada. Mi danno versioni differenti. Quando lascio Mughsail la macchina smette di funzionare. Sono vicino c'è una caserma. Chiedo aiuto e armeggiamo per un mezz'ora sotto il sole di mezzogiorno senza successo. A quel punto chiamo l'autonoleggio. La macchina non va perché c'è un blocco geografico per evitare che portino le macchine in Yemen. Risolto il problema inizio ad andare verso Baia Fazahya su una strada molto tortuosa . Mi fermo ad un punto panoramico e trovo una guida con due turisti a cui chiedo un passaggio. I due turisti sono indiani, lui lavora a Dubai e hanno preso due giorni per un weekend da queste parti. La guida è molto preparata. Ci spiega che la raccolta dell’incenso durava mesi, i raccoglitori si spostavano con la famiglia e a fine lavoro il committente faceva a metà tra lui e gli operai. La strada che percorriamo la hanno costruita 35 anni fa gli inglesi e qualche anno fa hanno fatto un ponte per permettere di arrivare alla baia anche nei mesi in cui il fiume è pieno. la strada è molto tortuosa e molto ripida. Da in cima al secondo crinale si scende rapidamente su una strada sterrata. La Baia di Fazayah è molto bella; contornata da scogliere praticamente verticali molto alte di colore scuro. Ci sono segni si stratificazione evidenti sulle scogliere a picco. La Roccia è scura e si vedono le stratificazioni.La sabbia è ancora più bella di quella vista prima. La maggior parte è marroncino chiaro chiaro c'è pochissimo nero tanti colori: arancione, rosa in porzioni piccolissime, c'è anche un po' di superficie riflettente di madreperla. La guida offre un caffè al cardamomo e zenzero. Qui ho modo di comunicare con con l'ospite indiano, La guida ci mostra la rosa del deserto. Per me era una roccia. Lui ci mostra una pianta che ha una una base molto cicciotta direi tipo baobab: fiore rosa con pistillo peloso. Lasciati i 2 turisti faccio un bagno. L'acqua non è granchè. Ad ogni modo mi rinfresco. Sulla spiaggia c'è una tartaruga morta da poco e c'è anche un granchio che se ne sta mangiando probabilmente le parti più tenere. Sula strada per tornare a Salalah ci sono delle Rocce cave subito sotto la parte alta. Le caverne non sono profonde ma percorrono bene o male tutta la lunghezza della roccia. Sempre qui stanno costruendo una diga per cui ci sono dei lavori piuttosto importanti in corso. A Salalah visito la grande moschea e poi il museo dell'incenso. Esco decisamente deluso dal museo. Sulla strada verso est compro delle banane e del miele. Arrivato ad At-Taqa conosco due cicloturisti giapponesi. A cena riso e verdure da un pakistano. Giro serale molto interessante . Ci sono diversi edifici non restaurati con struttura a vista o mattoni in terra cruda. Tante case hanno finestre in legno decorato e finestre con archi a Sesto acuto. Ci sono anche tante porte in legno decorate con motivi floreali, geometrici o con calligrafia. In cima alle case dei Mercanti la diversa decorazione dei muri di cinta delle Terrazze indica la famiglia o il clan di appartenenza della casa. Nella piazza centrale c'è il castello . È piuttosto piccolo a pianta quadrata (tipo 10/15 metri per lato ) con due torri . L'esterno è liscio di terra color ocra scuro. C'è anche la moschea dove entro a scroccare un pò di aria condizionata e il cimitero dietro la moschea
Notte non buonissima. Mi sveglio varie volte il perché materassino si sgonfia. Si è bucato il primo giorno di utilizzo.
20 ottobre. spiaggia di At-Taka
La sveglia definitiva arriva accompagnata da un gran numero di uccelli. faccio delle foto al sole nascente. la spiaggia di at Taka ha una grana finissima. E' color grigio con qualche granello riflettente, c'è anche un po' di nero. A colazione banane. Regalo le altre ai due giapponesi cicloturisti conosciuti ieri sera. Sulla spiaggia c'è un arbusto con che fa delle Campanule Rosa. mi lavo in una bella moschea con cupola colorata. Al castello di At-Taqa non trovo nessuno alla biglietteria. Mi infilo dentro e faccio qualche foto. Il castello non è propriamente un castello o perlomeno lo è stato, ma poi è stata residenza privata degli emissari del sultano. All'interno del cortile ci sono diverse scale con ringhiere in legno e gli spazi sono molto limitati. Poi da lì vado a vedere se c'è acqua in montagna, e non ne trovo. Si ha una bella vista sulla costa e sulla pianura vicino alla base della montagna. E' una pianura abbastanza ampia con delle collinette con erba gialla solcate dalle strade e sentieri. A Mirbat vedo un castello in rovina (sorvegliato da una decina di cani impauriti), uno restaurato.
La città è famosa per le sue case di mercanti con finestre decorate. Faccio un bagno rinfrescante. La baia è chiusa da scogliere scure e alte dai profili morbidi. La sabbia è di un marrone scuro a grana piuttosto grossa. Visito poi la tomba di Bin Alì, un discendente diretto del profeta Maometto. E' un Qubba a doppia cupola bianca liscia con apici bianchi attorniato da un grande cimitero. All'interno c'è una tomba piuttosto grande coperta da un panno verde. Proseguendo si passa nell'entroterra, la strada è scavata per evitare gli scoscesi saliscendi. I colori prevalenti sono chiari, rosa con venature grigie e poi la catena montuosa continua stratificata diventando via via più secca. A Sadah mi fermo a visitare il forte. E'di un colore rossiccio con finestre minuscole. Il rumore della ruota mi preoccupa. Sento anche Edoardo, che mi tranquillizza. Dopo Sadah c'è una lunga spiaggia di sabbia gialla, poi bianco poi si ricomincia con i colori. La Roccia è marrone striata di rosso, compare anche un po' di terra marrone. La strada si ricongiunge col mare vicino poco prima di Hasik. Mangio ad Hasik in un ristorante di indiani. Nella zona di Hasik tra il mare la altissima costa corre la strada e poco più. Una imponente parete di roccia stratificata sui Toni del marrone chiaro corre a lato strada. il mare è di un colore azzurro molto invitante e completamente piatto. Fa caldissimo. La strada sale ripida in un contesto di roccia nuda soverchiante. La strada è stata fatta tagliando la montagna, ed è talmente stretta ed incassata che spesso non si riesce a vedere il cielo guardando fuori dal finestrino. Ci sono dei punti in cui si ha una parzale visione di canyon profondissimi, uno di questi ha un palmeto alla base. Ci si sente piccolissimi e si viaggia su strade molto ripide. Si arriva fino a 650/700 m di altezza e per un pò si percorre un altopiano praticamente liscio con spaccature profondissime e punteggiato di robusti alberelli. La roccia ha colori Chiari. L'opera architettonica è impressionante. All'uscita dai canyon(artificiali e naturali) c'è una grande parcheggio da cui si vede una lunga spiaggia ed una spianata si apre oltre il massiccio roccioso. Lo stesso si allontana dal mare apparentemente senza perdere quota presentando la consueta scarpata altissima stratificata con colori chiari, dal beige chiaro al rossiccio. La cima resta piatta. La spianata presenta minuscole alture solcate dal percorso dell'acqua durante la stagione delle piogge. In città non trovo hotels che facciano al caso mio. Devo quindi procurarmi una fontana per trovare e tappare il buco nel materassino. Finisco da un meccanico. Troviamo 2 buchi nella sua vasca. Avevo 2 pezze, ma 1 non funziona, la parte appiccicosa non si stacca. Ci abbiamo provato prima a vuoto con una toppa di bicicletta, per poi mettere l'etichetta di un prodotto yamaha per motori nautici. L'adesivo aderisce in 4 ore, inshallah. Nel frattempo faccio un pò di programmazione: se ho fatto bene i calcoli posso fare ancora 56 miglia (perché il contachilometri è in miglia, ma il contratto è in chilometri) e poi cambiare tariffa per chilometri illimitati per 24 ore. Ogni km oltre i 200 al giorno (pochi) costa 50 millesimi di moneta locale , circa 11 centesimi. Se sbaglio i conti devo prostituirmi. La strada principale di Ash Shuwaymiyyah si presenta con una via asfaltata con 2 marciapiedi piastrellati. Ci passano delle jeep grandi. Quelle di pescatori sono malmesse: senza paraurti e mascherina, sono smarmittate e fanno un sacco di rumore. Sulla strada ci sono vari venditori di pesce. Il primo che mi dice che me lo fa grigliare vince un cliente. Mi vende un dentice rosso e me lo fa al forno quello di fronte: un ristorante yemenita. Lo mangio con riso, insalata e una salsina morbida di pomodoro leggermente piccante. Prima di iniziare parlo con dei ragazzi del Kuwait che sono venuti a fare pesca turismo. Mi dicono che il tratto di mare qui davanti è molto pescoso e che sono venuti più volte con discreta soddisfazione. Sono in 5. Uno è più gioviale, gli altri paiono meno interessati al confronto. Dopo cena mi sono intrattenuto con dei signori. Sono arrivate varie persone, tutti molto ospitali, mi offrivano a rotazione tè nero (qui ci mettono anche il cardamomo) e sigarette. Più di uno non ha accettato il mio cortese rifiuto e ora ho talmente tanta teina in corpo che in tenda durante la notte potrei cambiare colore come la trota salmonata. Mi hanno anche comprato dell' acqua anche se ho detto che la avevo. C'era anche il gestore dell' hotel (circa 50€ a notte, con lo sconto). Quando gli ho proposto la bottiglia di vino in cambio della camera non ha gradito l'offerta. Se le toppe tengono dormo in tenda. Ieri sera ho patito un po' il freddo, stasera sono un po' più coperto.
21 ottobre spiaggia di Ash Shuwaymiyyah
Notte non eccezionale. Le toppe al materassino non hanno retto. Fortunatamente la sabbia un po' aiuta. Mi sveglio un po' incriccato e noto vari coni di sabbia con accanto un buco. Sono tane di granchi. Pulisco la tenda dalla sabbia e parto. La sabbia di Ash Shuwaymiyyah è decisamente bella. Ci sono bianco, marrone chiaro e vari toni di giallo in misura simile. Pochissimo nero e qualche granello riflettente. La grana non è finissima, direi poco più piccola di quella di riferimento (Lido Conchiglie). Sento in lontananza un muezzin. La strada si allontana dalla costa nuovamente per poi riavvicinarsi circa 150 km più a nord. Appena partito carico un signore piuttosto anziano (ha anche la cataratta) in turbante bianco e marrone chiaro, veste di grigio su più strati. Deve andare a Shalin. Parla solo arabo. Conoscere le preposizioni aiuta a comunicare, ma poco. Si pulisce i denti con un bastoncino. Nel momento in cui è in macchina il telefono che fa da radio sto caricando e avanziamo con lo strofinio del legnetto sui denti come sottofondo. Lasciata la Costa e le sue rocce stratificate si raggiunge un Altopiano di colore prevalente ocra scuro/rossiccio punteggiato di alberi. L'altopiano inizialmente ha qualche dosso poi diventa completamente piatto. Il signore che carico si chiama Ahmad ed è Yemenita. Mi fa capire che ha lasciato in Yemen la famiglia. A destinazione mi porta in un posto dove facciamo una colazione abbondante. Mi portano un piatto con cinque diverse cose morbide: yogurt, ricotta, miele, melanzane arrostita e un'altra cosa che non ho ben capito che cosa, poi pomodoro ,cetriolo ,olive e un uovo. Con mia notevole sorpresa di fianco al ristorante c'è un negozio di attrezzature da campeggio. Gli affido il mio materassino per sistemarlo, ma finirò col comprarne un altro. L' altopiano prosegue per un pò completamente piatto. Quando si inizia a scendere di quota la terra inizia a corrugarsi e la terra e sassi di colore chiaro tendente al grigio lasciano il posto a della roccia scura. La discesa l'hanno fatta tagliando una montagna e si arriva a precipizio verso il mare. Sulla costa la dorsale rocciosa si allontana dalla costa ed è di colore più scuro rispetto a quella vista prima. Il piano appare completamente bianco. La terra è di un color marroncino tendente al grigio con sassi di diversi colori. Proseguendo c'è un po' più vegetazione, non è più solo punteggiato. Diverse piante molto molto basse (cespugli alti non più di 1 m.) crescono nella spianata. Arrivato Al - akil vado lascio la strada principale. Il percorso verso la laguna è caratterizzato da cespugli bassissimi, alcuni con dei fiorellini di colore viola e verde. I fiori sembrano dei piccoli coni uno vicino all'altro lungo lo stelo. La Baia ha dei colori bellissimi: un azzurro verde che si mischia con il colore della sabbia. Questa è di un marrone chiaro piuttosto uniforme a grana finissima. Arrivato alla laguna avvisto dei fenicotteri e qualche trampoliere. Trovo un bagno intonso che uso per rinfrescarmi. Fa molto caldo. Poco dopo Al- akil i monti sulla sinistra non si vedono più e il paesaggio diventa parecchio arido. Gli arbusti diventano radi fino a scomparire quasi del tutto. La vista spazia su una vasta pietraia piatta di colore chiaro tendente al grigio. Dopo una zona di roccia scura a pietroni la terra inizia ad essere gibbosa. Alture di pochi metri prima isolate poi più vicine fra di loro. Lungo la strada ci sono piccole moschee piuttosto anonime. Una ha un minareto interessante, entro e ci trovo tre camionisti pakistani (uno steso sotto ogni ventilatore). In un paesaggio tutto sommato monotono ci sono delle piccole variazioni che conferiscono un che di particolare alla marcia.Il panorama cambia di continuo: il colore della terra è marroncina, poi bianca, poi rossa, quando sto per arrivare alla spiaggia c'è addirittura del Verde. La spiaggia di Ras Madrakah non è enorme.E' una Bella spiaggia con rocce affioranti dal mare. I segni evidenti dell'alta Marea la rendono piuttosto piccola. Due persone stanno bevendo del tè e mi invitano a sedermi con loro. La comunicazione non è facile però qualcosina riusciamo a comunicare. Gli offro un po di scamorza e gli faccio presente sono un po' dubbioso sul dove dormire. Mi dicono chenon è un buon posto: la notte i pescatori fanno rumore e ci tanti cani grandi, oltretutto (Kabir!). Ne indico uno di taglia media e mi dicono che quello è piccolo. Nel frattempo sulla spiaggia c'è un pò di movimento. Grosse jeep con uno pneumatico legato davanti spingono le barche in mare. Mi accorgo (dopo aver passato una notte da seduto prima di Salalah) che la macchina permette di abbassare lo schienale e penso di restare sulla spiaggia e dormire in macchina. Quando si spostano mi dicono di seguirli, Vado con loro e alla fine dormo con loro, ma non a casa loro, ma in casa di Abdullah. Abdullah è un ragazzo sui 30 anni in sedia a rotelle. Mangiamo riso e pollo e Passiamo la sera a parlare di diversi temi. Poi io e i 2 incontrati alla spiaggia dormiamo nella depandance della casa, in terra. In lontananza si sentono un sacco di cani abbaiare. Anche stasera il vino non fa gola a nessuno e resta chiuso. Domani vorrei visitare Duqm e Film. Meno male che non abbiamo guardato le foto, se no difficilmente gli avrei spiegato la sezione cessi delle foto. Spero di riuscire a svegliarmi in tempo per vedere l'alba sul mare. Oggi avevo l'opportunità di vedere il tramonto sul mare, ma poi mi sono fermato a parlare con Alì e Salam, i 2 incontrati in spiaggia. Prima di andare a dormire vedo Alì che si lava le gengive col dito. Gli regalo il mio spazzolino di riserva. Lui mi ricorda che è completamente il sdentato, ma lo accetta Salim. Vado a dormire alle 10.45 circa.
22 ottobre casa dependance della casa di Abdallah, Ras Madrakah
Notte abbastanza insonne. Dormiamo per terra ed è duro. Ci provo con il materassino, ma alla fine lo uso come cuscino. Vorrei svegliarmi in tempo e vedere l'alba sul mare, ma non ci riesco. Mi sveglio alle 6:35. A colazione datteri, te e halva. Mi dicono che il numero giusto di datteri a colazione è 7. Alì e Salim mi accompagnano a vedere un'altra spiaggia che non avevo visto ieri. E' una spiaggia un po' più grande di quella vista la sera prima ed è esposta sul lato est del promontorio. A chiudere la baia alte scogliere scure. Ci sono barche, mezzi per pescare e un sacco di gabbiani. La sabbia è fina marroncino chiaro molto uniforme. Mentre esco a vedere la spiaggia mi spiace chiuderli fuori dalla macchina, però Ali quando sale in macchina ha toccato tutto e quindi li chiudo fuori. Tornando verso casa di Abdullah rivediamo la pietra di color verde. Ci scambiamo i numeri di telefono. Alì vorrebbe una penna dell'officina di Rosate e invece io gliene regalo una di plastica e parto. Una volta partito ragiono su cosa mi conviene con il noleggio dell'auto. Sulla strada sono stato a Duqm a cercare un parco minerario con pietre plasmate dal vento, ma non sono riuscito ad entrare. Ci ho girato un po' intorno, poi ho ripreso a puntare a nord. Quando sono per strada realizzo che ho poco carburante e il primo distributore che mi dà maps è indietro 30 km. Il Calcolatore segna ancora diverse miglia di autonomia, ma non so se la strada sarà pianeggiante. Temo di restare a piedi con 34°. Ci sono delle montagne davanti a me in lontananza,sempre stratificate. Rischio seriamente di restare senza benzina. Procedo sotto i 2000 giri e spengo il condizionatore. La temperatura della macchina aumenta; e fuori ci sono 34 gradi. Meno sereno del solito passo delle alture, poi scompaiono alla vista e si passa una zona di sabbia Chiara gialla completamente piatta,con qualche cespuglietto qua e là. Arrivo al benzinaio vado al paese a mangiare qualcosa. A Film non troverò nulla e quindi decido di ingozzarmi a pranzo. Faccio un paio di ricerche e trovo uno che dice che mi fa la capra bollita. Mi dice che ci vuole tempo e gli dico che non è un problema il tempo, posso anche ordinare, pagare e tornare stasera. Mi dice che me lo fa ora. Penso il peggior pasto della vacanza. L' humus sapeva di olio rancido e glielo mando indietro. Torna e conferma che in effetti l'olio non era più buono; poi arriva la carne (secondo me cammello dalla forma delle ossa) evidentemente fritto. Al momento di pagare gli faccio le mie rimostranze. Lui mi chiede di dove sono e mi dice che in effetti l'olio non era buono, ma normalmente nessuno si lamenta. La "capra" non era stufata. Il cuoco (bengalese, l'unico a parlare in inglese) mi dice "prima lo bollisco a metà e poi finisco di cuocerlo fritto". A me l'ha dato che grondava olio e secondo me non era nemmeno ossa di ovino. Mentre mi chiarisco con il cuoco, il titolare in abito bianco e grossi occhiali squadrati non capiva nulla e si vedeva che la cosa lo urtava. La sezione cessi sta vivendo un momento di grande vivacità. Oggi mentre facevo la pipì in uno "elegante" è uscito uno scarafaggio dal buco. Uscito per strada vedo un burqa bandari! Sotto il burka rigido (una sorta di piccola maschera rigida) la donna era truccata. Anche alla stazione di servizio avevo notato una ragazza che aveva il Hijab e sotto era truccata. Aveva un bellissimo abito con decorazioni al termine delle maniche. Ho chiesto se potevo fare la foto, mi ha detto che alla bambina potevo farla, a lei no. Sulla strada per Film c'è un po' di vento e c'è della sabbia che vola. Quando passa sulla strada è simile al passaggio del gelo sull'asfalto, solo che il gelo è bianco e la sabbia marroncino. Arrivato a Film trovo 38° e un paesaggio un pò desolante. Fa un caldo tremendo e alla vista c'è un impianto di desalinizzazione, Una moschea con una sedia rattoppata rovesciata davanti e una laguna verde di bassa marea con qualche uccello. I dintorni non paiono interessati. Dopo un pò arriva un camion con un giovane camionista (ovviamente pakistano). E' lì a fare il pieno della sua autobotte da 10.000 litri. E' un ragazzo giovane e tutto sommato ha voglia di comunicare. Dice che qui a lavorare perché in Pakistan non c'è lavoro, però non ha intenzione di fermarsi qui, anche se trovasse casa e donna.Fuori dall' impianto c'è una struttura per riempire le autobotti. Funziona con una macchina con una scheda. Arrivano poi 2 birdwatchers inglesi, ma deecisamente la comunicazione non decolla. Arrivano altre persone per la moschea. Riusciamo a portare avanti una comunicazione stentata. L'imam pare poco interessato, mentre l'adepto è più aperto. Il ragazzo non mi chiede che lavoro faccio, ma se lavoro. Mi fanno notare un rudere. E' una auto rimasta bloccata nella laguna vari Laguna anni fa. I turisti pensavano di arrivare all'isola con la bassa marea, ma l'auto è rimasta bloccata dalla marea e i gagliardi piloti sono tornati a piedi mentre la marea saliva e si mangiava il futuro della macchina. Ora si vede in mezzo alla laguna il relitto coperto di alghe. Il pomeriggio passa guardando la marea che sale. Ho passato la parte finale del pomeriggio parlando con 2 addetti dell'impianto di desalinizzazione; uno pakistano di Peshawar e uno indiano nerissimo. Il pakistano tornerà in Pakistan fra 3 mesi e sposerà la cugina come da tradizione della sua tribù. Poi starà lì 5 mesi e torna qui. Il lavoro è più controllo che l'impianto funzioni bene. Non sono previsti giorni di ferie o di riposo, ma lavorano 1 giorno, fondamentalmente controllando filtri e livelli, poi se tutto va bene per 2 giorni non fanno nulla. Sottolineano entrambi che è un lavoro all' ombra e sono contenti del loro lavoro. Finora nessuno dei lavoratori immigrati mi ha detto che resterà a vivere in Oman. I ragazzi hanno da qualche settimana la compagnia di un piccolo gatto (con evidenti tratti medio-orientali). È arrivato chissà come. Fuori dall' impianto ho visto solo dromedari. Questi rovistavano con minuziosa nel cassonetto fuori dall' impianto. Il cassonetto era semivuoto e praticamente ci entravano per metà. Spero di sbagliare, ma ho avuto l'impressione che si abbeverassero nella vasca da dove i fedeli prendevano l'acqua per le abluzioni (incluso il viso). Sono arrivate 2 polacche poco prima del tramonto, hanno preso informazioni da Me e da un ragazzo di Muscat. Quest'ultimo ha suggerito un posto raggiungibile con la loro auto 4x4 (e non con la mia). Gli ho detto se volevano andare insieme e mi sarei fermato con loro nella mia tenda. Si sono consultate e poi sono andate via senza né grazie , né arrivederci. Si sono ripresentate con il buio chiedendo altro (sempre senza salutare) . Ho risposto che non sapevo. Per non metterle a disagio non ho salutato nemmeno io e sono entrato nell' impianto. Gli operai dell'impianto mi hanno invitato a cena, mi offrono pesce fritto e poi del riso. Mangio da solo. Mi fanno notare che non avrebbero potuto farmi entrare nell'impianto e che quindi non posso soffermarmi. Tornato in paese Prendo dell'acqua e vado a dormire. stasera schiaffo alla miseria e camera da 15 OMR. Il letto è talmente grande che non arrivo ai bordi per il largo e in diagonale nemmeno se stendo le braccia. Trovare la salvietta e l sapone in bagno quasi mi spiazza, non ci sono più abituato. Ho acceso il condizionatore e sono andato in bagno.Ho dovuto farla calda la doccia perché in camera c'erano gli orsi polari che giocavano a carte sul letto. Penso di dormire già alle 10:00. La notte penso un pò a Mariana.
23 ottobre Mahout Hotel Apartments محوت للشقق الفندقية Mahoot
Sveglia con la luce, poi però resto in camera fino alle 10:00. Per zittire definitivamente le illazioni sulla scarsa igiene personale faccio la doccia anche a mattina. Lo shampoo dell' hotel è al profumo di cardamomo. Ieri ho imparato che il numero di datteri ideale per la colazione è 7. Coerentemente stamattina colazione con 7 datteri e caffè nero. Per vedere un po' di vita d'ufficio ho cambiato 50€ nell'ufficio locale di cambio. Il capoufficio è indiano, la assistente non si capisce, ha solo gli occhi scoperti. Ha una fascia nera rigida sulla fronte per ridurre la parte esposta. Da sotto gli occhi ha un tessuto che copre la parte bassa del volto. Ci sono voluti poco più di 30 secondi per avere il contante e ci sono voluti più di 10 minuti per la ricevuta. Ieri ho visto in un auto un burka bandari, e anche nel negozio di frutta. Sono maschere rigide con il profilo del naso. Li avevo visti anni fa nella costa sud dell' Iran. Il tasso di cambio è pessimo. Costa parecchio cambiare e visto che non danno una moneta mi danno pure 50 pesa in meno, ma almeno vivo un pò di vita locale. Apparentemente il governo chiede un sacco di dati se la valuta viene cambiata da stranieri. Nel fruttivendolo visto ieri e la verdura (pomodori, cetrioli, meloni etc, non verdura a foglia) costava intorno all' 1.10 / kg. La cosa mi ha sorpreso . Sono rientrato a capire meglio. Voglio chiedere se la verdura è importata o viene dalla zona a serre che dista km 250/300. La verdura arriva un po' da vari paesi arabi: dall'Egitto alla Giordania, Iran , Arabia più l'india. Qualcosa di locale c'è. Ho preso dei peperoncini piccanti freschi, spero reggano. Prima di uscire dal paese mi accosto e mi si è affiancata un auto a chiedermi se tutto fosse a posto.I locali sono molto cordiali. Appena fuori dal paese la vista diventa completamente piatta. Osservando attentamente la terra si nota come incassate nella fine erra ocra chiaro ci sono incastrate pietre di tanti colori. La spianata è punteggiata di piccoli arbusti Verdi. Poco dopo la città di Hiji si passa in una zona arida e piatta. Il piattume concretamente genera delle zone che la marea inonda regolarmente. Ne esce un paesaggio tipo saline. A tratti bianco abbagliante, a tratti si generano pozze di una melmetta rosa. La successiva variazione è una zona in cui qui il sale si mischia alla terra rossa. Nella Baia mi colpisce la forma di alcune capanne chiuse praticamente su tutti i lati per evitare che entri la luce. Sono delle baracche chiuse da foglie di Palma . Successivamente mi fermo ad una delle piccole moschee che costeggiano la strada. Qui è la Costa appare lontana circa 1 km e non pare facile da raggiungere. Non penso di riuscire a fare il bagno. Si notano degli insediamenti di pescatori sulla costa con il loro carico di plastica e mancanza di rispetto per l'ambiente. C'è viavai sulle strade di accesso alla costa. Su uno di questi mezzi vedo un potenziale personaggio del giorno!! E' un ragazzo di circa 30 anni e ha il chiaro segno di occhiali da aviatore sul volto. Il resto del volto e del capo è molto impolverato di terra fine. Ci sono poi a lato strada delle rocce color arancione/rosino. Sembrano risme di fogli spessi, tondeggianti agli angoli e scentrate, strati molto sottili sovrapposti con bordi non omogenei. Quando la costa diventa sabbiosa iniziano saliscendi dovuti alle dune. Si alza vento e cerco un riparo per poter mangiare. Mi fermo in una piccola moschea. Sulla strada principale un meccanico pakistano sta riparando un grosso camion e davanti alla moschea c'è un frugale riparo dal sole, con sotto uno in bianco che dorme. Quando arrivo lì mi fanno vedere un grosso pesce arrostito. Immaginando fosse un invito vado a prendere le mie cose e inizio a preparare dell'insalata. In realtà poi andranno via tutti alla spicciolata e il pesce non lo provo proprio. Mangio la mia insalata e vado oltre. Riparto. Le dune non sono di sola sabbia ci son piccoli cespugli ed erbe. Ci sono Dune di sola sabbia più distanti dalla costai. Prendo qualche rischio di restare bloccato e cerco di arrivare al mare.Arrivo alla costa con la bassa marea. Ci sono gosse pietre piatte affioranti, ma l'acqua non è invitante e non entro. Nelle pozze ci sono granchi diversi da quello visti fino ad ora, non sono chiari. Uno in particolare è di colore rosso acceso. Rispetto a quelli del mediterraneo ho notato che hanno gli occhi sporgenti e le zampe meno affusolate dei nostri, più piatte, più adatte al nuoto. Andando oltre noto una moschea piuttosto grande e un insediamento di baracche e tende. Non mi è chiaro se sia un luogo di mercato o un paese. Vedo 3 persone all' ombra di una struttura in legno e vado a chiedere. Mi dicono che è un "paese" fisso. Chiedo se sono pescatori e mi dicono di no, se sono allevatori e mi dicono di no. Mi chiedo allora di cosa campino dato che mi dicono che stanno lì stabilmente. Poi ci capiamo: sono allevatori di cammelli e capre. Gli dico che sono turista e mi offrono di farmi vedere la spiaggia poco distante. Saliamo su una jeep 4x4 e raggiungiamo la spiaggia. La spiaggia è ampia 15/20 metri e sul bagnasciuga ci sono tantissimi gabbiani. Mai visti tanti uccelli sul bagnasciuga per tutti quanti i tanti metri che percorriamo, sono centinaia, un numero veramente enorme. Il guidatore si diverte a farli alzare in volo e io a fare foto a raffica. Tornando andiamo ad un negozietto, mi comprano una bibita e torniamo al punto di partenza. Mentre bevo la kimza-cola mi dicono anche se voglio fermarmi, ma gli dico che vado via. Sono 5 persone, di cui 2 tra i 25/30 anni, gli altri parecchio più anziani. Fumano tutti con una microscopica pipa. Andando via si vedono in lontananza delle Dune di sola sabbia. Le loro forme arrotondate sono molto belle nella luce del tramonto. Che siano di sola sabbia o con le piante pioniere aggrappate è un paesaggio molto bello, direi ipnotico: viene da fermarsi ogni 5 minuti a fare delle foto. Oltre il paesaggio torna completamente piatto. Scompaiono le Dune e ricompare roccia a vista di vari colori. I toni sono quelli del rosso scuro e del rossiccio. Le montagne si allontanano sulla sinistra e la strada pare seguire senza più rilievi. Compaiono più avanti delle gibbosita di roccia scura.Il tramonto arriva su uno scenario completamente piatto. Arrivo in al ashkararah che è buio da poco. C'è traffico e un sacco di persone in giro. Gente che attraversa la strada buia in completa non chalance senza guardare nemmeno. Gruppi di bambini che girano senza curarsi delle auto e amenità simili. C'è gran fermento. Chiamo diversi numeri, ma non risponde nessuno. Entro allora in un hotel, ma hanno solo camere grandi. Mi richiama il proprietario di un monolocale. Il bengalese che si occupa di accogliere gli ospiti passa un paio di minuti a cercare di fare funzionare la piccola pulsantiera per i comandi nella camera. Dopo un pò lo fermo e gli dico che mi serve solo il ventilatore. Al ritorno farò esattamente lo stesso che ha fatto lui, cercando di far funzionare i vari servizi della camera. Curiosamente la luce centrale della camera si accende e spegne da fuori. Mangerò in camera, almeno mi bevo il vino. Quando torno il centro è ancora molto vivace. C'è un ristorante microscopico con fuori grande assembramento di spettatori. Mi avvicino e 2 tavoli giocano a carte e una 20ina di persone guardano.Tanto di urla ai tavoli. Mi hanno anche proposto sigarette di contrabbando. In città ho visto 2 ragazzi camminare tenendosi per il mignolo. Un'altra dimostrazione di reciproco affetto è il saluto toccandosi reciprocamente la fronte tra adulti o la punta del naso tra 20/25 enni. Ci sono vari negozi con scritto vendita e grigliamento di pesce, ma la sera non grigliano. Chiedo se posso portare del vino e mangiare nel ristorante. Mi dicono che il vino è HARAM!! e Se ti vedono sono 100 non meglio precisati "hits". Compro da mangiare e mangio nell' appartamento. Cena empia con panini alla carne di capra, insalata e salsa yogurt. Dopocena ho sistemato il bagaglio, piegato la tenda e dato una pulita all' abitacolo della macchina. Sono arrivati dei ragazzini di non più di 10 anni e mi ridacchiavano intorno. Nel frattempo è venuto l'addetto alla reception (bengalese e non filippino) e li ha messi in fuga riprendendoli col telefono. Mi ha spiegato che il proprietario poi avvisa i genitori che evidentemente hanno argomenti convincenti per farli stare lontani dal parcheggio. Andando via uno di loro non più alto di 90 centimetri gli ha fatto il terzo dito. È la prima volta che lo vedo fare in 11 giorni di permanenza in Oman . Doccia e a dormire alle 23 45 circa.
24 ottobre alaaskara apartment, al- ashkarah
Sveglia 6.15.i piedi sono rimasti fuori dalla coperta e sono indolenzito dal condizionatore. il sole è sorto, niente foto dalla spiaggia. Mi giro dall' altra parte e dormo un' altra ora abbondante. Esco alle 8 circa . Furtivamente butto la bottiglia di vino e cerco un negozio per cambiare i soldi da lasciare in camera. Essendo venerdì trovo tutto chiuso. Alla prima caffetteria aperta bevo un tè. Stranamente è amaro. Il gestore mi dice che è tè omanita. Ci metto un po' a fargli capire che lo sto bevendo per cambiare e lasciare i soldi giusti. Tempo di tornare in camera e arriva, puntuale, il mal di stomaco per il tè. L'idea è vedere il mercato di Bani Bu Alì per lo shopping compulsivo finale, visitare le antiche moschee lì vicino e fare un giro nel palmeto. Il mercato di cibo chiude presto. Quello con varia chincaglieria non lo ho trovato. In compenso al mercato della carne ho visto scene splatter di tutto rispetto: 2 ragazzini stavano scuoliando una capra con uno spesso strato di sangue per terra. La moschea che mi ha fatto fare la deviazione che mi ha portato fino a qui è chiusa per restauri. Ci giro intorno per un pò, ma non vedo modo di entrare. L'esterno trasuda storia, ha molte volte di 2 metri di diametro circa con un pinnacolo per cupola. L'interno del cortile pare già restaurato "alla turca maniera". lascio la moschea per cercarne un'altra antica, in un palmeto. Raggiungo Alsidrat or Ou mosque poco prima delle 11.30. E' bella, nella sua minuscola semplicità. Ci sono 6 piccole cupole che fanno ombra ad un ambiente oggettivamente piccolo e diviso a metà dalle travi e da grandi elementi architettonici. Ha un mihrab piuttosto grande e minuscole finestre sulle pareti verticali. Appena fuori dall'entrata c'è un pozzo e dietro la moschea si apre un palmeto. E' parte della dei possedimenti della famiglia antica che incontrerò a breve.Si riesce ad apprezzare la coltivazione " a strati" e il sistema di irrigazione tradizionale. L'acqua della fonte (con depuratore) appena fuori dalla moschea è forse la più spessa mai provata. Il depuratore con tubi di metallo modifica il sapore. Si sente il metallo, ma non sento cloro. C'è il sapore di una parte organica e quando arriva nello stomaco sembra di aver ingerito qualcosa di solido. Ben ruvida sia sul palato sia sulla punta della lingua chiude amara, per poi diventare ancora più amara con lungo retrogusto e ulteriore sensazione di pesantezza nello stomaco anche questa prolungata. Si fa mezzogiorno e si sente un gran richiamare da più parti per la preghiera di mezzogiorno. Non ho modo di realizzare una meridiana, il mezzogiorno astronomico essendo 59.3 gradi est dovevano iniziare a chiamare un po' più tardi.Va detto che se la preghiera è a mezzogiorno deve chiamare i fedeli un po' prima. Zona interessante con vari edifici in terra cruda, in parte in rovina. Ero passato vicino alla moschea prima della chiamata e non c'era auto a vista. Quando ci ripasso ci trovo un gran groviglio di mezzi. Mi infilo in un portico, un pò pervedere lo schermo , un pò per curiosare. Il portico è risultato essere il portico di una antica famiglia. Quando sono arrivati mi hanno invitato ad accomodarmi e fare 2 chiacchiere. Si trovano qui per una 40ina di minuti dopo la moschea, mangiano frutta e fanno un po' di chiacchiere. Mi spiegano che quando passano per il caffè/te se non ne vuoi più quando ridai la tazzina a chi lo versa la agiti un po' e lui capisce che non ne vuoi più. Prima avevano addirittura le mura con le porte intorno ai possedimenti della famiglia. Praticamente per la mattina ho girato sempre in casa della sua famiglia. Alla fine mi hanno invitato, stavolta davvero, a mangiare a casa loro e Mi hanno detto di scavalcare la recinzione e entrare nella moschea, se ho interesse. Walid ha mangiato con me nella stanza dove ricevono gli ospiti .Mi spiega che nella casa tradizionale c'è uno spazio dove si ricevono gli ospiti e che la casa è ad esclusivo accesso dei familiari. Ci stanno 3 appartamenti nella stanza dove accolgono gli ospiti. Si è sposato qualche mese fa con la cugina e dice di averci parlato poche volte prima di sposarsi. Poteva farlo volendo, ma ha preferito non farlo. Al suo matrimonio c'erano 600 invitati e il matrimonio è durato 3 giorni. Abbiamo parlato di tecnologia e di vita quotidiana. Gli ho detto che cercavo le spezie per il pesce e me ne ha regalato un barattolo! Uscito da lì vado a scavalcare la recinzione della moschea (proprio perché comunque un paio di frustate fanno curriculum). Purtroppo il restauratore "alla maniera dei turchi" è passato prima che io profanassi. È parecchio più fascinoso l'esterno con le pietre a vista e le cupole che trasudano tempo. L'interno , anche se pare intonacato 2/3 anni fa, è comunque interessante con 4 piccole aperture in ogni volta per fare entrare la luce , il mimbar è a balconcino e le finestre laterali molto piccole con la "grata" in terra a motivi geometrici. Tornando verso Muscat ho passato le montagne viste il giorno dopo il mio arrivo facendo il giro alla rovescia. Totalmente secche , senza alcun arbusto. Anche da queste parti non ci pensano 2 volte a sbancare un colle per fare passare una strada. Il tramonto arrossa le montagne finché le illumina di rosso, poi il buio cade rapido. Carico un indiano che abita a Tiwi. Fa l' imbianchino. Arrivati a Tiwi ad un kilometro da casa sua mangio qualcosa. Curiosamente preferisce aspettare me piuttosto che andare a piedi. È induista. Mi dice che l'unico tempio induista è a Muscat perché qui sono tutti musulmani. Ci tiene a farmi vedere il lungomare con vista porto. Ho chiamato l'ostello e stanotte dormo lì. Spero di non congelare. A muscat e scavalco un dosso con curve strette e pendenze molto forti. La discesa regala una vista impressionante sulla città. Tantissime luci colorate con punti di riferimento (che non avevo preso). Sbagliare strada è facilissimo, ci sono rampe e contro rampe. I semafori funzionano in maniera leggermente diversa dai nostri e la corsia più a sinistra fa inversione ad U e non gira a sinistra. Seguo con attenzione le indicazioni del navigatore. Peccato che arrivo nel posto sbagliato!Il navigatore mi porta alla grande moschea e non all' ostello. Già sono fuori con i km. Arrivato all' ostello sono 7 ore di guida da stamattina.Sono molto stanco,ma sono arrivato.se ho fatto bene i conti ho guidato 2906,5 km in poco più di una settimana
25 ottobre Legacy hostel muscat
Sveglia alle 7. Oggi vorrei visitare il centro di muscat fare lo shopping finale (compresa la calamita per Patty), pagare e restituire l'auto e poco più.Parcheggio a Mitrah nella zona del mercato del pesce, ma vado dalla parte sbagliata e non assisto alle vendite. Il lungomare di Mitrah ha una bella moschea con entrata e minareto di maioliche. Fuori campeggia un cartello che vieta l'ingresso ai non musulmani. Ci sono anche altri edifici interessanti con balconi in legno e decorazioni polilobate. Faccio anche un giro del mercato, ma non trovo nulla di veramente interessante e inoltre non voglio appesantirmi. Percorrerò la costa da Mitrah fino a Muscat e al museo nazionale(in orario ideale, sono le 11). Le città sono sbarrate alle spalle da montagne molto ripide immediatamente oltre la linea di costa. La città di oggi si compone di piccoli insediamenti che si susseguono dove c'è spazio per costruire. La città moderna per intero è lunga quasi 100 km. Su ognuna delle alture a vista c'è una torre rotonda bassa, di avvistamento. Gli urbanisti omaniti sono un po' sboroni. Fontane a profusione, giardini Immacolati, grovigli intricati di strade urbane a 6 corsie che si riducono a 2 in 800 metri. Poi però i centri di informazione turistica sono chiusi negli orari in cui è scritto che sono aperti e i bagni pubblici sono in manutenzione. Incrocio la Porta di entrata a Muscat(di nuova costruzione). Fino al 1960 le mura cingevano interamente la città e venivano chiuse dal tramonto all' alba. Quando il figlio ha preso il potere dal padre (non mi è chiaro se il padre fosse d'accordo) ha iniziato a modernizzare il paese e delle mura originali è rimasto molto poco. Nel centro di muscat ci sono quasi esclusivamente edifici amministrativi e militari,un paio di lavanderie, non ho visto ristoranti. Ministeri e simili si seguono uno dietro l'altro. Prima di entrare nel museo nazionale devo fare asciugare la maglietta. Dentro ci saranno 6°. A volte entro nei negozi e mi si appannano gli occhiali per la differenza di temperatura. L'entrata ha una grande scala che apre sul palazzo di fronte e un vecchio forte sulla destra. Bontà sua il radioso e indiscusso regnante fa pagare 5 OMR l'entrata+ 5% di tasse. I musei visti fino ad ora erano un rompicapo. Non tanto perché le esposizioni sono da destra verso sinistra (come la scrittura), ma perché non c'era una linea cronologica o geografica. Le didascalie spesso manco ci sono.All' entrata c'è una ragazza che illustra a grandi linee (illumina, nelle precedenti esperienze) l'esposizione. Aspetto un gruppo organizzato e gli scrocco la guida a viso aperto. Oltretutto l'inglese delle guide è difficile da capire per cui bisogna proprio guardarli mentre parlano; non puoi seguire o anticipare di qualche metro, se no non si capisce niente. Forse capisco più i russi che seguono la guida della guida. Inoltre gli altri turisti bisbigliano! I bambini si annoiano e fanno rumore! non c'è proprio collaborazione. Il museo fa una panoramica sugli usi dei popoli che popolano l'Oman distinguendo quelli del sud (Dhofar) e quelli della costa nord. Al piano inferiore ci sono esposte quelle che erano le porte della città con una panoramica sulla vita quotidiana. Mi illumina sull'ospitalità il fatto che i viandanti erano una fonte di informazioni che se no non arrivavano in nessuna maniera; anche per questo l'ospite veniva coccolato e la ospitalità ha una tradizione molto radicata. Si espongono inoltre i kanjar, autentico simbolo della cultura omanita (infatti è sulla bandiera). Sapendolo leggere Dai dettagli si capisce chiaramente origine e status di chi lo porta. Anche gli anelli hanno varianti regionali, ben più difficili da distinguere. C'è poi una sala dedicata alla navigazione. I primi vascelli omaniti stavano insieme con le corde e non i chiodi. Nei modellini esposti si fa riferimento a tantissimi metri di corda e inizialmente non capivo a cosa servisse tutta quella corda (in fibra di cocco). Servivano per legare fra loro le assi. Nella sala c'è il trattato in cui ahmad bin majid as-sa'adi scopre e descrive l'uso della bussola magnetica 1480 circa. Lo stesso ha scoperto la unità di misura a 5 e 12 dita sull'orizzonte e sempre nella stessa sala c'è la citazione in giudizio a l'aia degli inglesi perché gli omaniti potevano issare bandiera francese ed evitare controlli degli inglesi. Questi ultimi però millantavano un traffico di schiavi sulle navi incontrollabili. È finita a carte bollate. La sentenza finale vede la garanzia di non controllo solo su navi rendicontate a Bruxelles. Nella sala cinema c'è un filmato di 15 minuti anche lui illuminante sulla storia della zona e su come le dinastie si siano succedute. Nel 1644 dal forte di ar-rustaqh la dinastia yarubita da qui ha unito le tribù dell' Oman del nord e cacciato i portoghesi. Chiude il piano inferiore una mostra sul funzionamento del Falaji, con tanto di leggenda di come salomone , guidando degli spiriti, sia riuscito in una notte a creare il reticolo di canali sotterranei che tutt'ora fanno circolare l'acqua in canali sotterranei. Al piano superiore ci sono i modellini di tomba di bat, di cui non si sa praticamente nulla. Finalmente una guida che parla in inglese!! Oltretutto è un gruppo un po' grande, sono tutti vegliardi e la guida non bisbiglia, Se no non lo sentono. La guida pone l'attenzione sugli scambi commerciali degli antichi regni dell'attuale Oman e sulle connessioni con i regni dell'asia immediatamente a nord dello stretti di Hormuz (attuale iran), india e e imperi della Cina. Le prove sono nelle maioliche che sono state utilizzate per decorare delle moschee nei periodi di grande splendore del regno.Ci sono steli con iscrizioni antichissime, in sabeo (ma non mi è chiaro cosa ci fosse scritto) e in cuneiforme in cui si fa riferimento al regno a sud dello stretto di Hormuz. Una porta in legno di teak dall'india magnificamente scolpita. Mappamondo donato da Mitterrand al sultano dell' Oman in occasione di una visita ufficiale (con indicato il paese di nascita di Mitterrand). La guida ci illustra come il futuro regnante sia stato comunicato ai sudditi in diretta televisiva. Non sapendo la storiella non ho comprato il francobollo, ma lo ho avuto tra le mani. Notevole è anche la targa del vecchio re che ha fatto scrivere sulla pietra di insediazione re del Dhofar (il sud dell'attuale Oman), di Muscat, Oman e del Baluchistan. A sottolineare che le coglieva come entità separate. C'è una mostra temporanea sulla tradizione orale, con foto di vegliardi locali. Torno in bus verso l'auto e il mercato. Qui compro del piccante e della cannella. Ceno a base di capra in un ristorante appena fuori dal mercato. Mangio insieme ad un ragazo giovane. Parliamo poco , ma ci scambiamo cortesia a tavolo. Mi portano anche il bis. Sono indeciso se tenere la banconota da 5 Rial. È bella, ma è come strappare una ipotetica banconota da 12 euro. Non ho nemmeno la alternativa "mi bevo qualche birra" perché non si trova. Lo shopping compulsivo mi fa comprare dei peperoncini. Vedo per la prima volta fichi secchi sott'olio. Prima di tornare in ostello prelevo per pagare la macchina. Sarà l'ultima volta che vedo la carta di credito. In Ostello pago la macchina e trovo un ragazzo con cui dividere il taxi verso l' aereoporto. Il taxi scanna come un dannato e arriviamo in aereoporto molto in fretta. Al duty free mi rendo conto che non ho più la carta di credito.
26 ottobre aereo muscat-Istanbul aereoporto di istanbul
Mi sveglio sull'aereo abbastanza riposato. Ho imbarcato la tessera della metropolitana di Istanbul. Ho 5 ore a Istanbul. Decido di uscire a cercare cibo e fare un pò di shopping ho 3 ore scarse da passare nei sobborghi di Istanbul. Ho scelto la fermata con il nome meno facile da pronunciare. Adnan Kahveci lo ho trovato metallizzato in mezzo ad una rotonda. Da quel che ho capito dall'iscrizione in turco penso fosse uno scienziato che si occupava di elettricità. Wikipedia aggiunge che era un politico e che sosteneva che i curdi potessero parlare la lingua curda. Faccio un giro nel quartiere e lo Shopping compulsivo finale vede baklava, te nero per gli astemi della IFC 🎣 2025 (mai visti in tante edizioni, ma magari farà fresco). Il pepe nero e peperoncino lo ho preso in un negozio che vendeva solo spezie e frutta secca. Il negozio di frutta secca aveva tanti tipi di frutta e con vari livelli di essiccazione. Il giovane proprietario diceva che le cose non vanno benissimo in Turchia, ma non ha specificato oltre. Colazione con un prodotto da forno croccante con cannella,uva passa e zucchero.Il tè finale per finire gli spiccioli lo ho accompagnato ad un burek preso a peso. Se la macchina che ricarica la Istanbul card (che ho dovuto ricomprare) non prende la banconota da 50 lire mi tocca arrivarci a piedi in aereoporto (o cercare una banconota più nuova). Segnalo la moneta da 5 lire turche che non avevo visto la volta scorsa né sapevo esistesse. L' acqua ( filtrata) che mi sono fatto dare dal rivenditore di burek non è propriamente leggera. È leggermente ruvida sulla punta della lingua. Non avverto alcuna parte organica, non è sapida, né sento cloro o altri sapori noti. chiude leggermente amara, ma persistente , sui lati della bocca. Mi colpisce che la domenica mattina ci sono aperti pochissimi negozi, ma tra questi vedo negozi di alcolici e sale scommesse. Ho regalato la tessera della metro ad un giovane davanti alla macchinetta . Gli ho detto che la ricarica costa 2, di considerarlo quando sarà agli sgoccioli e la ricarica. Io avrei caricato i soldi esatti per la corsa, ma non essendoci il buco per la moneta ho dovuto mettere qualche lira in più. Se no avrei dovuto cercare di vendere baklava in metropolitana. arrivato in aereoporto il Ritardo dichiarato dell'aereo per Milano è 1 ora e 25 minuti. Meno male che sono uscito a mangiare. Non ricordo la volta scorsa come è finita. Questa volta viaggio con addosso Burberry Hero. Al duty free c'è un negozio con una intera parete di confezioni di Lego. Ultima chiamata e Imbarco ! In teoria è la volta buona. Ho visto almeno 5 persone sul mio volo che hanno fatto il trapianto di capelli. Inizialmente pensavo fosse una sorta di tatuaggio, lo ho visto su ragazzi giovani, poi ho chiesto e mi hanno detto che è il trapianto. Atterro alle 16 circa e arrivo a casa in pullman
Nessun commento:
Posta un commento