mercoledì, gennaio 9

14 dicembre Alloggi per funzionari pubblici in transito Seredou


sveglia prestissimo. La luna è tramontata, ma non ho la prontezza di cercare la cometa nel cielo scuro. Nonostante l'oscurità i miei ospitanti sono già svegli.
 esco dall'edificio, vorrei registrare il suono degli uccellini.
Ho invece trovato un porcile. Sarà  che gli animali erano affamati , ma i maiali si sono agitati un sacco.
 Proseguo la mia passeggiata intorno all'edificio. In 15 minuti da buio pesto che era (si vedevano le stelle)  la luce è  praticamente piena e il sole è giallo.
Erroneamente valuto che il parco apre fra 1 ora abbondante e cerco una maniera per riempire il tempo.
Riprovo a dormire, faccio il bucato e la doccia e parlo un po con l'autista del colonnello (quello che mi ha caricato il telefono nella macchina).
Sostiene  che ci sono auto un po' migliori di quelle scassatissime con cui viaggio di solito.
L'idea (la speranza) è tornare da N'zerekorè a Mamou con una di quelle.
Non so se restare qui. La camera è molto economica e la posizione eccezionale per vedere la cometa. Valuterò in base alla condizione del cielo.
Dopo la foresta vorrei andare a Koulè. Lì c'è un bel ponte di liane.
L’entrata del parco è praticamente attaccata alla struttura dove ho dormito.
Sono un pò pensieroso per il percorso. Temo di rovinare gli unici pantaloni che ho con delle ipotetiche spine (che non ci saranno). Decido di coprirli con delle calze. Il punto panoramico (e sorvegliato) della zona è una antenna, so che non è possibile andare e tornare in giornata.
La parte iniziale della visita prevede un colloquio durante il quale mi si chiede cosa vorrei vedere. Gli faccio presente che so che è un pò tardi (come orario) per gli animali, ma vorrei sentire i suoni , gli odori e l’umidità della jungla. Mi consiglia di prendere 2 guide. Io non sono proprio entusiasta di pagare 2 guide, ma alla fine accetto. Sulla strada troviamo un campo di manioca. La guida ne prende delle radici e la mangiamo cruda. Non ha gran sapore, direi simile al rapanello, ma non è piccante e verso la fine lega un pò in bocca. Ha la consistenza di una carota, leggermente più compatta. il Colore è bianco brillante. Si ossida molto velocemente, in maniera simile alla mela, ma cambia colore forse ancor più rapidamente..
 Il momento non è dei migliori per godere della flora, la foresta pluviale il meglio di se durante la stagione delle piogge. La foresta è delimitata da una zona dove cresce bambù, subito dopo l’umidità aumenta. Iniziamo a risalire la collina.  I sentieri sono molto ben segnati. Quello che più mi colpisce è la altezza degli alberi. Ci sono alberi veramente monumentali. Vivono 50/60 anni, poi normalmente muoiono attaccati dai parassiti.
I parassiti delle piante sono molto vari, alcuni avvolgono gli alberi ( ci si fanno le corde) altri fanno presa sul l'attaccatura dei rami. I più diffusi erano secchi, la foresta pluviale se non piove un po' soffre, in tutti i suoi elementi. Il parassita si presenta come grandi foglie increspate. Quando la pioggia ricomincia si rinverdisce.
Gli alberi più grandi, oltre al noto ed imponente fromage, conosciuto in altre parti del’Africa, sono prevalentemente di 3 tipi. Tutti sono locali. Uno tra i più grandi ha radici aeree. Pian piano la base si alza da terra; immaginate di poggiare le punte delle dita al tavolo col gomito in alto. L’albero pian piano, crescendo allontana il “palmo della mano” dal suolo, il tronco è anche molto grande e, mi dice la guida, è molto ben saldo a terra, difficilmente questo tipo di albero cade. Mi impressiona la grandezza dell’albero definito le neree. E’ l'albero che genera sumbaran. È un frutto che si presenta come un ammasso di lenticchie e ha una forma allungata, tipo una piccola pigna. Si trita e se ne mangia la farina  insieme ad acqua o latte. Il fiore è rosso acceso e pare un soffione di bocca di leone, ma molto molto fitto. Ne troviamo uno scolorito, a terra .I fiori sono a grande altezza, da ogni fiore nascono 5 o 6 frutti.
Ci sono tante farfalle, per lo più piccole e di colore scuro, ma se ne vedono anche di grandi. La più belle sono azzurre di taglia media , o blu e nero un pò più grandi.
Le liane sono molto interessanti. Si alzano autonomamente finchè trovano la luce. A quel punto  si ramificano e poi riscendono. La pianta (quelle fortunate) vive molto a lungo, anche più di 50 anni.
Gli animali di grossa taglia che popolano la parte montuosa della  foresta sono tendenzialmente simili a  capre(gazzelle e simili). C'e Qualche scimmia nella parte più interna. Ci sono anche gatti selvatici. Lucertole e grossi ragni non ci sono: amano il caldo e la foresta pluviale è fresca.
Camaleonti ci sono ma non sono facili da vedere.
Lungo il nostro percorso incontriamo vari spillatori di vino di palma di rafia. I raccoglitori tutti hanno offerto alle guide ( che poi sono militari di stanza qui) il proprio vino di rafia. É differente dal vino di palma “classico” alcoholico provato nel sud dell’egitto. Le piante sono differenti.
Il più buono assaggiato ha un sapore dolce (appena preso) , se si aspetta un pò inizia a fermentare e diventa piccante e amaro (ne ho provati vari).  La palma al 3' anno di vita, a seguito di delle incisioni, inizia a trasudare questo liquido dolce. Trasuda per 3/4 mesi, poi la pianta muore.
Ridiscendiamo dalla collina e troviamo una zona pianeggiante coltivata a riso. La signora che abita lì ci offre il pranzo. Riso con foglia di manioca.
 La presenza dei militari mi pare molto benvoluta, pare quasi che i locali li coccolino (non ho approfondito, ma può essere che i vicini liberiani facciano delle incursioni non proprio amichevoli: so che ci sono pattugliamenti notturni della foresta).
La strada di ritorno che percorriamo è lunga 10 km circa e passa in mezzo ad una foresta non fittissima, ma con alberi veramente imponenti. Passeremo vicino ad una piccola cascata e all’acquedotto che da acqua a Seredou.
Verso la fine del percorso troviamo un baccello grosso come un avambraccio, all’interno ci sono 5 o 6 semi. Quando il baccello si apre , si sente un suono secco, e il baccello cade. Nella zona pianeggiante libera dagli alberi (coltivata a riso) ci sono anche elefanti , ma non ne ho vista traccia.
Approfondisco anche la conoscenza del macete. Qui si chiama pous pous. La differenza è nella forma della lama e nell’impugnatura.
Quello ivoriano termina squadrato e ha impugnatura in legno (ed è più apprezzato), quello del Ghana (potrei sbagliare, magari non è Ghana) termina meno squadrato su uno dei due lati e ha impugnatura in caucciù. Un buon conoscitore di machete ne intuisce la qualità sentendo il suono che fa colpendo la terra con un angolo dello stesso.
Alla fine del giro sono molto stanco, ma voglio dormire nel paese del ponte di liane. Se non arriverò domani a N'zerekorè per vedere il museo nel pomeriggio, dovrò aspettare che passi il giorno di chiusura.
Un ragazzo amico della guida mi ha offerto un passaggio per il paese. Con lui cerchiamo una birra fresca. Al 3' bar ne abbiamo trovato uno col frigo funzionante. Dopo la birra devo aspettare un mezzo per Koulè. Ce n’era uno in partenza, ma ho preferito fermarmi e bere una birra.
 Nella piazza del paese (l'incrocio) i ragazzi si sfidano a saltare le moto affiancate. Ne approfitto per mangiare qualcosa. L’offerta, nella sua semplicità è abbastanza varia: mangio spiedini di manzo (piccanti, con cipolla cruda), un sughetto molto piccante con polpette di pesce (riconosco le spine sotto i denti) e riso con una strana salsa, non ho granchè fame, ma ha un nome impronunciabile e lo provo. Parte un mezzo diretto a Iril, da lì dovrò cercarne altro per i rimanenti 25 km. Raggiungere Iril è stato facile, oltretutto l’auto non parte a spinta!Andare via da Iril non è stato così semplice. Ho trovato un mezzo, ma una volta accettato di portarmi se ne è andato e mi ha lasciato in auto al buio con gli altri passeggeri per 15/20 minuti.
Raggiungiamo comunque Koulè e l’Hotel Africa, reclamizzato per strada. Bella struttura, nuova. Inizialmente, alla mia richiesta di corrente per caricare le batterie mi viene data una batteria della macchina, poi arriva il titolare che accende il gruppo elettrogeno. Mi specifica che sarà acceso per 3 ore, se voglio più ore di corrente dovrò pagare il carburante per il gruppo elettrogeno.
Sono a pezzi, oggi ho camminato 15 km circa ma  ho visto un reggae bar di fianco all’hotel. Metto a caricare i miei aggeggi elettronici ed esco.
Arrivato sul posto constato che il reggae bar alla fine era una stazione di carica di cellulari e batterie. C'erano anche delle sorta di slot machines. Due giri di piccole lampadine verdi che giravano al prezzo di un gettone metallico. Un ragazzo ci giocava schiacciando a caso i pulsanti davanti al vetro accompagnato da musica africana a tutto volume che usciva dal “negozio”.
 Accompagnato da due ragazzi locali sui 28 anni raggiungiamo, nel buio un gran bel posto per una birra (tiepida):
Semi Buio
Pareti spoglie
Disagio sociale palpabile.
Prendo una birra per me e una per i ragazzi e torniamo al punto di partenza.
Durante il ritorno li informo che c’è una cometa che sta passandoci sulla testa e in effetti si vedono un gran numero di meteore, sono lunghe e luminose.

13 dicembre hotel nelson mandela kissindougou

Sveglia alle 8.30 circa, non c’è corrente. Svegliarsi in un letto resta comunque un'altra cosa, e sono abbastanza energico.
Oggi vorrei vedere il museo e una sorta di monumento alla fratellanza interetnica. Il “monumento” consiste in 3 pietre angolari ed è stato  fatto comporre da  un marabutto vario tempo fa.
Appena sveglio vado a vedere il museo locale. Mi ci accompagna il gestore dell’hotel. Ci tiene  mostrarmi la chiesa locale, in mattoni rossi, con campanile.
il museo e' diviso in 4 sezioni e riguarda la cultura kissi/malinkè. Mi viene spesso sottolineato come qui in città la etnia prevalente a principio era quella kissi, ma poi a seguito di varie migrazioni (anche dalla vicina Sierra Leone) ora la etnia prevalente non è più quella kissi.
 Nella prima sezione  ci sono delle maschere di zone non locali. C'e' Nimba, già visto a Conakry e noto nella fascia costiera che rappresenta la fertilità , e Komo una maschera in legno con lunghe orecchie e un corno utilizzata in occasioni ludiche.
 La parte successiva e' legata alla vita quotidiana. C'e' gbalingui una trappola per topi in legno e corda (utilizza la flessibilita' del ramo per "impiccare"il topo). C'e' un corredo del cacciatore, che  oltre al fucile  (yongabadino) include uno scacciamosche (leyi) da usare per non farsi sconcentrare prima dello sparo e (fouza )un copricapo-feticcio portafortuna . Segnalo di aver visto in citta' un cacciatore in moto con fucile e fouza.
Gli oggetti che ho trovato più divertenti del museo provenivano dalla sierra leone ed erano legati alla guerra.
Uno era una sorta di ventaglio che spostava i proiettili. Una ragazza lo usava davanti alle truppe: muovendolo con ampie bracciate si supponeva che deviasse i proiettili.
Oppure il giubbotto "antiproiettile", di tela, con attaccati degli amuleti. I proiettili si sarebbero trasformati in acqua una volta colpita la tela. Infine un copricapo in pelo sottile anche lui per evitare i proiettili.
Tra gli oggetti legati all'uso della magia segnalo, oltre a quelli della sierra leone , borofing, soubada e siani makongo.
Borofing si presenta come un rotolo di pelle da cui esce un mazzetto di peli spessi. All'interno c'e' un amuleto. Serve a trovare il ladro; tu gli chiedi di trovare l'oggetto e lui si agita guidandoti fino al ladro(non alla refurtiva).
soubada e siani makongo sono in opposizione. Soubada e' molto negativo. Si presentava come un piccolo catino in terracotta (non ho toccato) da cui usciva un corno di capra e un pezzo di metallo. La dicitura diceva  che spesso ospita sangue umano. Serve allo stregone per fare sortilegi, inviare malattie e anche la morte. Siani makongo, invece e' una bottiglia con dentro un olio speciale per massaggi. Questo olio protegge dai sortilegi.
Altro oggetto affine ha dimensioni piu' grandi, tipo una piccola scopa di rami con una fasciatura sui rami: serve a far colpire da un fulmine il ladro.
proseguendo c'e' una Maschera (komo, significa genericamente maschera) che si usa per aprire la carovana festante dei futuri ciconcisi  in giro per le strade del paese. E’ una maschera molto grande, pare una testa con un muso molto pronunciato. In passato la carovana finiva nella foresta, ora finisce in ospedale.
E' molto interessante anche pombo. E' la rappresetazione di un antenato, normalmente apparso in sogno.
Mi intrattengo in seguito con il direttore del museo , la guardia (che mi ha guidato durante la visita) e un altra persona che mi si riferisce “molto informato “ sulle tradizioni locali.
Con lui paròo dei riti di passaggio: battesimo,circoncisione,fidanzamento, matrimonio e funerale presso i malinke.
Non sono rituali molto differenti da quelli “standard” dei musulmani. A celebrare le funzioni storicamente c’è un marabout.
 Da notare che se la coppia da sposare è di etnie differenti si celebra il rito secondo la tradizione della sposa.
Le pietre angolari sono una idea riuscita del fondatore del villaggio per cristallizzare nel tempo un accordo tra i locali e le etnie che si sono aggiunte allo stesso insediamento.
Sono state messe a dimora 3 pietre con i margini coincidenti a memoria di un patto interetnico che (pare)regge fino ai nostri giorni.
Il paesino ha fascino da vendere, con la sua vita quotidiana che pare inintaccabile, la gente che recupera acqua alla pompa, i cereali a seccare al sole,i vecchi che parlano all’ombra e capre e  pennuti che razzolano tra le strade.
 Mi accolgono calorosamente e mi chiedono come so delle 3 pietre. Insieme correggiamo le informazioni inesatte della guida e passeggiamo un pò nel minuscolo paese.
 Sopra le 3 pietre c’è ora un semplice monumento in cemento”alla pace” pagato dall’unione europea.
 Andando nel villaggio abbiamo attraversato una piccola foresta. Ho notato alcune persone si stavano lavando al fiume e alcuni alberi molto alti e dalla chioma ampia, seppur non fittissima. Il mototaxi era più a suo agio guidando sullo sterrato che non sull'asfalto.
Tornato a Kissigoudou e poi mi metto nuovamente in direzione n'zerekore'. Vorrei fermarmi prima a vedere una parte di foresta primaria (in teoria mai tagliata) e un ponte di liane.
Spero di arrivare in tempo a n'zerekore' per poter tornare prima che i trasporti scemino per via del natale, che e' festa nazionale, anche se l'80% degli abitanti è musulmano.
 Nella zona di N'zerekore' ci sarebbe anche da passare del tempo, ma le cose che piu' vengono riportate come imperdibili sono nell'altopiano di futa djalon e spero i riuscire a metterci piede.
 L'auto che  porta tutto il mio ottimismo a Macenta è una renault 21 con 3 file di sedili e fa un fumo denso, noneccessivamente scuro.
 Abbiamo (per file di sedili)
1 file 'Pilota, ragazza con treccine,ragazzo con cappuccio
2' fila io,uomo con gallina bianca,donna con bambina che poppa,signore che mangia da schicetta
3'fila bimbo, ragazza al telefono che parla lingua incomprensibile, ragazza pi̹ giovane, signora, bambina
4'(bagagliaio 2 ragazzi)
Tetto 1 ragazzo
Andavamo molto piano appena usciti da kissingoudou, poi ,invece, siamo stati proprio fermi. Fortunatamente l’ altra auto è arrivata abbastanza in fretta.
Per ora mi va di lusso . È nuvoloso. Essendo l'ultimo arrivato mi sa che sarò al lato al sole.
Per ora va tutto bene, sono vicino al finestrino e in macchina si sente musica reggae!
Abbiamo attraversato un mercato molto colorato e affollato
Sono ricomparse delle piccole alture. Vegetazione a tratti molto fitta e rigogliosa, palme e latifoglie su tutte. La vegetazione, che va un pò a tratti. E’ evidente il passaggio di incendi.
La sera si vedono persone a mettere fuoco alle erbe delle campagne.
La sera dell'auto in panne da Conakry ,quando siamo ripartiti al buio, c'era un gran fuoco che bruciava, poco distante dalla strada. Prima della zona di Gueckedou, ci sono circa 50 km di strada sterrata.
L'autista ha ingaggiato una sorta di sfida con un altro autista, anche lui giovanissimo, con cui spesso ci scambiamo la pole position.
Il vero gallo della situazione è il ragazzo seduto sul corto bagagliaio posteriore dell'altra auto.
Cappellino, occhiali a specchio (per me ha pure la catenazza da rapper). Si tiene con una mano al portapacchi e siede lateralmente sul bagagliaio.
Il nostro esterno a confronto è un dilettante;  è seduto sui bagagli, sul tetto. Ogni tanto , quando rasentiamo la vegetazione a lato strada , compare un piede (con ciabatta).
La terra è color rosso , a tratti con del grigio. Siamo  vicino al confine con la Liberia.
Abbiamo passato un capannone del world food program e degli edifici legati al piano alimentare mondiale per la foresta della Guinea.
Quello con la ciabatta...
Ha urlato di fermarsi e ha vomitato ( dal tetto).
So che non è piacevole a leggersi, ma so che apprezzate la fedeltà  del racconto.
Sulla strada per Macenta scopro che l'auto su cui viaggio arriverà a N'zerekorè. La cosa mi interessa, l'autista è gagliardo e la macchina pare affidabile. Io tutto sommato sono comodo, potrei pensare di proseguire.
Ad un certo punto la strada sterrata pareva finita, invece no, continua, esattamente come il pianto dirotto della bambina che sta a 2 posti da me.
A questo punto la terra cambia forma!
Compaiono dei colli ripidi
A volte coperti a volte spogli.
Il viaggio prosegue anche oltre il tramonto ,la bambina ha vomitato nel taxi (fortunatamente non su di me), la gallina è tranquilla e il tassista guarda di continuo la ruota posteriore (questa è l 'informazione più preoccupante)
I colli da ripidi , quasi appuntiti, si fanno più morbidi.
Palme di vario tipo e alberi alti (spesso con poche foglie) spuntano su alberelli bassi e sostanziale "sottobosco" (canne e erba alta come a lato strada).
Colori tutto sommato chiari ai livelli bassi, mentre più scuri al vertice delle piante
Nel frattempo siamo aumentati e diminuiti di numero.
Accanto ad un furgoncino fermo troviamo gente stesa a terra su dei teli. Il furgone è in panne. Poco oltre troviamo uno che spinge una ruota. E’ l'autista e spinge la ruota di scorta del furgone.
L'autista fa segno di salire sul tetto al collega.
Questi passa la ruota al ragazzo sul tetto (quello della ciabatta , ma potrebbero essercene altri) e sale pure lui.
Scenderà in un paese che pare non offrire nulla, invece, evidentemente offre dei servizi .
Arriva la fine della strada sterrata!
 Inizia la Strada asfaltata!!
Liscia!
L'autista spinge sull'acceleratore.
Vibrazioni e rumori non lo spaventano
Ebbene si!
Sfondiamo i 70km/h
Troppo.
Ci fermiamo subito dopo
Mi sa che il mezzo ha accusato lo sprint.
Segnalo sokourala (ottima destinazione per mandare uno a quel paese)
La ruota rumoreggia
Il pilota la guarda spesso,
Ma vede anche la strada davanti a lui
E’ dritta, con qualche saliscendi
Sa di avere luci supplementari
Sa che è liscia
E le vibrazioni non lo spaventano.
Inoltre l'amico sul tetto è seduto sulla rete, che si tenga!!
79 m/h (Fonte maps.me ovviamente il tachimetro dell'auto è rotto).
A Macenta mangio un piatto di fagioli con una frittata in un ristorante veramente molto basic.
Riparto seduto nel sedile del passeggero con una bambina di tipo 5 anni, la bambina di prima che piangeva  a dirotto e la madre.
La notizia poco rassicurante è che la bambina sta poppando e dato che siamo in 4 al posto del passeggero: se rimette non sarà una festa. L’auto comunque procede, destinazione Seredou.
In effetti ci arriviamo. Non appena passiamo il cartello "seredou - marche dimanche"

Buchiamo

Arrivato in paese mi metto a cercare da dormire, non senza sorprese. Il primo hotel era poco più che una serie di camere, ma non si trovava la chiave della porta della camera libera. Nel secondo, decisamente migliore, c’erano dei missionari arrivati in zona per una sorta di meeting. Resta un palazzo dell’amministrazione con delle camere a disposizione dei funzionari in transito.
Arriviamo lì nella oscurità più completa: c’è solo un militare a fare da guardia, con un computer portatile.
Il gestore viene chiamato e arriva. Mi dice che sono il benvenuto e mi dà la chiave della camera. Non colgo l’occasione per cercare la cometa in transito. Il mio contatto nella struttura, un autista del colonnello, avrebbe potuto darmi un binocolo. Si offre comunque di caricare il mio telefono con la batteria della jeep.
Vado a dormire intorno alle 12.30.

12 dicembre auto in un villaggio tra mamou e marella

12


La macchina è finalmente partita!
I rumori non sono granché confortanti, ma siamo ripartiti.
Dubbioso, ho chiesto di  fare la prova freni e funzionano.
395 km al traguardo, dunque.
C'è un gran bel cielo stellato.
Avanziamo nell'oscurità, il manto stradale per ora pare integro. Ipotizzavo di dormire, ma l'autista si fa tenere sveglio dall'aria fresca che entra dal finestrino e da un subwoofer poggiato sul sedile posteriore. Prendo comunque sonno. Facciamo varie fermate per cambiare l'acqua al radiatore. Ad un certo punto la marmitta si è completamente staccata dal motore: era stata rimontata in fretta e si è staccata. 
Risultato:  abbiamo viaggiato annunciati e accompagnati da un rumore forte, fumo in auto (sempre da far partire a spinta) e auto spompata per mancanza di compressione. Nei villaggi eravamo motivo di attenzioni, e probabilmente il rumore ne era un motivo. La strada non è messa malissimo, ma a tratti compaiono delle buche molto grandi; alcune addirittura con relativo segnabuca: un palo che parte dal fondo della buca.
La terra è color rosino misto a grigio. la vegetazione è composta da latifoglie, più qualche acacia.
Il paesaggio, sempre rigoglioso è cambiato. i versanti, sempre bassi (quelli visti con la luce) ora sono meno ripidi.
C'è un po più spazio e compaiono campi di riso e manioca.
Si sono viste le case tradizionali!
Tonde, con muri di mattoni o cemento e tetto di paglia. Ci sono ovviamente anche quelle di mattoni e tetto di lamiera/tegole (o simili).Ci siamo fermati a scaricare secchi in plastica in un paesino di nome Kalea.
 Qui, il  signor Sam (con dente incisivo in argento), seduti sull’immancabile panchina a lato strada, mi ha detto che il paese è cresciuto rapidamente con gli operai arrivati a seguito  dei sondaggi nella montagna vicina ad opera di thailandesi e australiani . In effetti in paese c'è qualche bella casa.
Sono rimasto in auto con solo 2 ragazzi del gruppo originale,più una famiglia che si è aggiunta nell'ultimo paese.
Eravamo 6 a Conakry, poi le 2 signore ieri hanno preferito andare via.
Avvicinandosi a Faranah i corsi d'acqua sono più frequenti e la terra diventa rossa.
Noto anche una casa tradizionale decorata all'esterno.
Per non farci mancare nulla a 40 km da Faranah è scoppiata una ruota.
Arriviamo a Faranah alle 12.06.
Abbiamo fatto 400 km in 18 ore.
Manca poco e un maratoneta corre più veloce.
Qui è nato sekou tourè nel 1922. C’è anche il palazzo presidenziale fatto costruire dal leader. E’ un edificio a più piani rivestito di un intonaco ormai non più bianco. Di fronte a questo una bella moschea, tutta ricoperta di maiolica bianca , con 4 minareti.
La città si appoggia a 2 collinette e in mezzo c'è un ponte in metallo sul fiume Niger.
Ci fermiamo al mercato poggiato sulla seconda Collinetta. Il mercato è diviso dalla strada per Kissidougou. e' un mercato molto vivace. Ci sono tanti ragazzini che girano per il mercato con in testa secchi con dentro varie merci: dolcetti. acqua e frutta. Ne fermo 1 e Mangio un benen. E’ un dolcetto di sesamo tondo, ne offro uno anche ai i ragazzi. Ha colore chiaro e non è durissimo, nè è eccessivamente dolce.
L'obiettivo è trovare cibo, fare 4 chiacchiere coi locali , visitare la moschea e poi andare a kissingdou, che si trova a un paio d'ore d'auto.
Fa molto caldo . Cercando del cibo scopro che c'è da aspettare una ora, ma aspetto volentieri per mangiare della capra.
In lingua locale si chiama   'saa. Curiosando al mercato ho visto dei mestoli fatti con delle piccole lattine a cui è stato attaccato un manico. Ci sono inoltre pesce secco, legumi , diverse bancarelle con pietre ad uso cosmetico, miele, sumbaran e puopa. Pensavo di trovare degli shampoo monodose, ma qui i capelli si portano cortissimi! In confezione monodose trovo solo shampoo colorante nero corvino. Un ragazzino si appassiona alla ricerca e mi aiuta ad individuare i negozi che potrebbero aiutarmi, ma non riusciamo a trovare ciò che cerco.
Grazie si dice anickè
Buongiorno yaun
Buonasera atoqualì
È un peccato che le persone non vogliano farsi fotografare
Ho fatto un po di shopping compulsivo. Ci sono confezioni monodose: Miele, Spezie e una corteccia che si chiama puopá. Ha colore giallo acceso tendente al rosso, un sapore amaro molto forte e si usa per fare bevande
Dal fornitore di capra cotta ho anche assaggiato un riso locale grezzo che si mangia con la foglia di manioca.
All'incrocio di Faranah per Kissidougou ci sono due case tradizionali di particolare grandezza. Hanno circa 8 metri di diametro. Il tetto è costituito da una spirale su cui sono appoggiati i rami.
Alle 4 circa  sono su una macchina per kissingou.
Siamo in 8 in una megane. Davanti sono in 3 al posto del passeggero .Al mio fianco c'è una signora decisamente ingombrante e dall’altro dei coetanei. Uno di loro ha 9 figli.
Vegetazione meno fitta e alture morbide più distanti tra loro. Compaiono ampie zone coltivate, tanto colore giallo di erba bruciata dal sole. Ai lati della strada c’è erba molto alta,anche fino a 2 metri.
 Anche oggi si scende a spingere un paio di volte. Segnalo anche un investimento di una mucca : ha cambiato direzione all’ultimo ed era inevitabile.
La zona prima della città è praticamente pianeggiante. Ci arriviamo con il buio.
Alla stazione prendo un mototaxi e vado all'hotel. La città pare parecchio estesa.  Sulla strada vedo che ci sono delle signore che vendono in strada riso con condimenti vari, ma , nel mio periodo da milionario, mi concedo un ristorante con tetto e ventilatore.
Peccato che il pesce fosse in parte crudo. Spero almeno fosse pesce di fiume, aveva un colore rosino e l'occhio, per non far pensare male ed evitare incomprensioni, era stato tolto del tutto. Sto dormendo all'hotel Nelson Mandela.
Sono un pò indeciso se lasciare al gestore il mio capitale multi milionario. Alla fine decido di lasciargli i contanti.
 Mi viene assegnata una camera abbastanza grande, composta di  3 ambienti e pare (pare) pulita. 
Il bagno , invece , ha dei numeri.
Il geometra lo apprezzerebbe di sicuro. 
Il tetto e' gonfio di umidita' e sfondato in piu' punti.
La mensolina sotto lo specchio (supposto specchio, ci sono solo i ganci) ha segni di bruciature di sigaretta in piu' punti, con un buco da evidente principio di incendio sulla sinistra.
Non c’e' acqua corrente, cio' nonostante il lavandino e' otturato.
In uno dei 2 secchi di acqua a mia disposizione c'e' vita: un vermetto rosso che passeggia sul fondo (documentato); si muove con disinvoltura, un po' come il giochino del nokia 3210.
Lo scaldabagno c'e' e forse 20 anni fa funzionava pure; la lampadina non e' fulminata, e' proprio assente!
vado a letto! oggi letto e zanzariera, facilmente domani o dopo mi tocca un'altra notte in auto.

11 dicembre conakry casa di ingrid


Sveglia alle 7:30. Fuori dalla finestra vedo un cortile in terra battuta. Thomas un ragazzo che vive nella casa si offre di accompagnarmi all'aeroporto a prendere informazioni. Arrivati lì incontriamo un signore seduto su una panca in legno,.Gli spiega la faccenda e lui manda la ragazza a cercare l'addetta. Dopo una breve attesa (sulla panca bassa)arriva un'altra signora con un abito molto colorato. Lei finalmente chiama il  locatore di aerei. Siamo fuori dal terminal nazionale. Il terminal , tutto piastrellato in pietra, ha una grande sala. Ai lati i banchi per la vendita dei biglietti. È interamente vuoto. Mi confermano che l'unico modo per avere un posto a sedere sugli aerei privati delle compagnie minerarie o delle ONG è conoscere qualcuno e chiedere personalmente il posto a sedere. Come locatore non può aiutarmi. Questa possibilità quindi salta e a pomeriggio devo partire.
Mi sposto in centro con una moto taxi.
In strada vedo furgoni con persone attaccate dietro o sul tetto. Arrivati al museo, scopro che è chiuso. faccio un giro con un ragazzo conosciuto lì, Claude. È un artista e mi mostra la sua galleria. Visitiamo boubinet: il cimitero e il porto con il suo mercato.
I locali non vogliono farsi fotografare, Claude, il ragazzo che è con me suggerisce di andare in un bar e fare delle foto da distanza. Nel frattempo arriva il ragazzo che apre il museo nazionale.
Il museo nazionale è interessante si compone di 4 parti :religione ,vita sociale, musica  e vita quotidiana.
La parte più interessante è quella legata alla religione.
Etnicamente la Guinea è divisa in varie parti a seconda delle tribù. Questo genera una varietà etnica e di tradizioni notevole , non esistono maschere che sono ugualmente utilizzate in tutto il territorio. Le più note sono Limba rappresentazione della abbondanza e della fecondità in uso sulla costa, dakoya, in uso presso i malinka è una grande maschera di legno che si che si suppone incarni degli spiriti per ottenerne la benevolenza si gli si dà da mangiare facendo dei sacrifici. Dasonil, presso i boke è un serpente della foresta che si suppone mangi il La mangi le parti tagliate durante la circoncisione. Niamou, molto importante, incarna lo spirito della foresta sacra. Vengo a conoscenza della uso del tatuaggio( in realtà una scarificazione senza inchiostro) che serviva per rendere riconoscibili gli iniziati. Simo Gui, una statua contro i furti.
Le altre parti del museo pure interessanti sono meno di nota.
All'esterno del museo ci sono una serie di busti di resistenti locali piuttosto che di governatori francesi illuminati.
Uscito dal museo prendo un mototaxi con un tassista che parla inglese che si chiama Yassin.
Arrivati in casa , la padrona di casa mi offre del riso grasso con del pollo. Vorrei partire il prima possibile e dopo 20 minuti esco di casa e vado con gli assi in alla stazione delle auto. Peccato che sia la stazione sbagliata. Questo complica parecchio le cose perché mi trovo a partire dai l'orario di punta.
Decido di andare a fare una una città sufficientemente lontana da poter pensare di aver corso una buona parte di strada prima di n'zerekorè.
L'auto è carica e non fare dei buoni rumori pochi a pochi chilometri da conakry e la frizione cede.
Ci troviamo in un punto dove gli altri occupanti dell'auto manifestano preoccupazione sostengono che sia pieno di banditi e inoltre sta facendo buio ci allontaniamo quindi dall'auto e andiamo in una stazione di servizio. In teoria dovrebbe arrivare un'altra auto da conakry. Nel frattempo dei Giovanissimi meccanici si mettono a lavorare sull'auto, sono in sei. Riescono senza gru a spostare il motore, sostituire la frizione e rimontare il tutto in una situazione di oscurità. Aiutati solo dalle lucine dei cellulari riescono a cambiare il pezzo. Nel frattempo ceno nei pressi della stazione di servizio. Mangio spiedini di manzo con cipolla cruda e trovo un bar dove bere una birra. Bevo una birra locale (guiluxe) con un ragazzo che è in auto con me. Mi specifica varie e varie volte di quanto la condizione di Uomo bianco in Guinea mi esponga ha dei rischi, me lo ripete varie volte.
arriva Yassin, il mototassista del pomeriggio , che abita nella zona.
anche lui si raccomanda di non allonyanarmi dal gruppetto. La situazione precipita quando il distributore spegne i fari. Si percepisce Chiaramente la sensazione di insicurezza dei meccanici, la signora che era rimasta in zona scompare con un moto-taxi. A questo punto l'oscurità è totale .in poco tempo la macchina è stata rimontata e provano a farla partire sulla strada. La manovra è molto pericolosa ! tra i vari mezzi in transito ci sono anche camion e l'auto è senza luci. Dopo un po'  decido di andare via dalla strada a cercare un hotel. proprio mentre sto facendo il check-in mi chiamano! La macchina è partita!

10 dicembre rosate

ciao a tutti!
Queta volta vado inGuinea Conakry un paio di settimane(o almeno ci provo).
Ho cambiato 3 treni da Garibaldi a Malpensa e dovrò cambiare anche aereo  (non mi è ancora chiaro se a Dakar devo scendere dall'aereo o no).
Sono in aeroporto e ho appena passato i controlli di sicurezza con le "deliziose" signorine degli scanner.
Per ora il primo aereo mi porta a Tunisi.
Il giornale che poi farà da tovaglia, involucro, imbottitura, etc etc etc è "La presse" : giornale tunisino in francese.
Si parte! Arriveremo a Tunisi inshallah (come dice la signorina della dimostrazione di sicurezza) in un paio d'ore.
Aereo vecchiotto. Il vento ha increspato il mare ,fatto scricchiolare abbondantemente l'aereo e reso il volo non noioso, con un paio di vuoti d'aria.
Pasto mediocre, lenticchie con prezzemolo e aglio (e il nocciolino del limone che ci ho strizzato dentro), patate a cubi (poco cotte), il dolce era buono.
Vino locale Magon. Magon era un agronomo cartaginese del VIII secolo a.c il cui trattato sulla cura della vite è ancora in uso.
Tunisi dall'aereo non appare eccessivamente disordinata.  Di dimensioni abbastanza estese e totalmente bianca. Vedo numerosi quartieri periferici con strade ortogonali. A giudicare dal numero delle gru la città è in espansione.
Prima di scendere dall'aereo chiedo di fotografare la cabina di pilotaggio. Non solo mi danno il permesso, ma mi chiedono se voglio mettermici!
Durante il paio d'ore di attesa in aereoporto noto un tizio sta phonando un vetro per staccare degli adesivi.
La passeggiata nella zona dei gate non riserva particolari sorprese, le solite merci da duty free(compreso alcool in quantitá), un paio di persone che dormono stravaccati e un paio di belle foto di moschee importanti della Tunisia. Il volantinante vestito da babbo natale non me lo aspettavo , invece. E mi sa  nemmeno lui, pare spaesato. Il suo volantino pubblicizza il 3x2 sui profumi.
Un effetti ci sono un sacco di profumi. Tranne una tutte le modelle paiono europee, ci sono circa 25 immagini.
In aereo ho letto un pó dell'architettura tradizionale.
Nell'alta Guinea sono frequenti case con mura in terra e paglia, tonde, con tetto in paglia.
Con pavimento in terra battuta o cemento misto sabbia hanno 2 aperture opposte. Il mobilio è essenzialmente quello necessario alla cucina e un piccolo tavolo.
Nella Guinea costiera a volte hanno aperture più grandi.
Nelle altre zone le case tradizionali stanno scomparendo e si usa il cemento.
A Tunisi ho parlato con un ragazzo di N'zerekorè che sarà sul mio aereo.
Pare ci siano aerei di martedì e giovedì da Conakry a N'zerekorè.
Quando arriviamo mi aiuterà a prendere informazioni.
Se veramente posso prendere quell'aereo (ed evitarmi le 20 ore di auto, almeno per la andata o il ritorno ) il giro prende senso..
Il mio vicino di posto sul 2' aereo è un signore senegalese in Italia da 35 anni. Sta tornando in Senegal a trovare la madre. Secondo me russa accordato in fa, ma non ho l'accordatore sul telefono.
 La composizione dei passeggeri è cambiata: una manciata di bianchi, qualche caucasico, tra donne e bambini piccoli circa il 10%, il resto hanno corporatura possente pelle molto scura e capelli nerissimi e crespi
Dakar
Alle 21.30 ci sono 25°.
Questo volo pareva non finire più...non avevo messo in conto tutte queste ore di volo.
Ora rifornimento e un'altra ora e 1/2 di volo ( per non farsi mancare nulla)
Una curiosità:il capitano dell'aereo è una donna
Atterrato a destinazione Ho cambiato 100€ mi hanno dato 1.040.000 franchi. Non sono mai stato lasciato da solo fuori dall'aeroporto. Il ragazzo che mi aveva dato le informazioni sull'aereo ha atteso con me che arrivasse l'auto della casa dove dormo.  Arrivati lí, l'atmosfera è estremamente rilassata e la padrona di casa mi offre da bere e anche del cibo.
Bella camera
Pure il bagno pulito. Questo primo spostamento di 18 ore mi farà da viatico.
Domani, se sono fortunato volo a N'zerekorè.

9 dicembre rosate

Ciao a tutti!
Domani si riparte!
Andrò in Guinea Conakry.
Il programma non è ancora definito. Vorrei raggiungere n'zerekorè, ma le +o- 20 ore di auto necessarie per arrivarci un po mi spaventano.
Vedrò sul posto.
Non sono proprio a posto fisicamente, ma penso che aiutato dalle temperature starò meglio.
Ciao!

martedì, giugno 26

22 febbraio terminal voli nazionali nairobi

Mi sposto da un termina all'altro a piedi, seguendo le indicazioni dell'addetto. Arrivato sul posto trovo un cantiere attivo e rumoroso e l'addetta che mi consiglia di entrare più tardi! Sono esterrefatto. Potevo stare dove stavo 2 altre ore. Entro comunque e trovo un giaciglio. Svegliatomi imbarco il bagagli e vado al gate. Sia quando arrivo che quando mi sveglio ci sono addetti dell'aereoporto che dormono in ogni angolo. Mi accorgo che la mia carta di imbarco è sbagliata, me ne daranno un'altra quando lo faccio notare al gate. Durante l'imbarco il cielo è rosso per le prime luci del mattino.
Decolliamo a luce piena.A inizio volo sorvoliamo una zona di montagne estremamente brulle
Controllo maps me per vedere la altezza. Il pilota si tiene appena sotto gli 11.000. La cacata di alta quota sarà un 50 ina di metri sotto quella altezza
Ci danno per colazione yoghurt cremoso alla vaniglia, croissant e brownie al cioccolato;mi ero quasi del tutto dimenticato questi sapori dolci. Ne chiedo una seconda razione. Proseguiamo e sorvoliamo il territorio del Ciad.
Il paesaggio è estremmente arido e pianeggiante, a perdita d'occhio. Si intuiscono i passaggi delle acque sotterranee. Il colore predominante è ocra chiaro punteggiato da alberi. Le zone umide sono più scure. I villaggi non sono lungo questi canali secchi. Nelle zone vicine al canale si distinguono chiaramente appezzamenti di terreno lavorati. I villaggi hanno tutti delle terre recintate che si allargano dal centro come grandi petali di fiore, molto limitati nel numero. Ogni tanto si coglie anche la moschea dell'abitato. Non si capisce se le recinzioni siano per evitare che le bestie scappino o per evitare che le stessi si mangino il futt del lavoro del proprietario. Ci sono ache grandi appezzamenti recinai, ma par h all'interno non vi si nulla. Scediamo a lungo. Immagino di aver individuato la città in una macchia grigia di dimensioni tutto sommato modeste. Tutte le strade che vedo, anche quelle principali, riportate da maps me, sono sterrate. La città in periferia ha edifici  parecchio distanti tra loro, mentre in centro vedo edifici vicini, anche a più piani e una grande strada asfaltata. Anche la pista di atterraggio è asfaltata...peccato.
Dopo aver fatto rifornimento ripartiamo. Sorvoliamo il lago Ciad. Ha un colore verdognolo. Anche questo grande lago sta soffrendo moltissimo a causa del riscaldamento dl globo. Le rive si stanno ritirando si parecchio e spostandosi nello spazio si vede proprio come l'acqua si ritiri. Inizialmente attorno al lago ci sono zone umide pezzate da delle pozze. Poi la situazione si inverte. restano zone umide a pezzare una situazione sostanzialmente secca, finchè il paesaggio diventa totalmente secco. Si sorvola a lungo una zona totalmente deserta. Non c'è traccia di mo a vista d'occhio. Villaggi, strade, cavi o tubi. Nulla... Il deserto del sahara, con la sua immensa distesa per lo più rocciosa. Haggar è il nome che gli danno marocchini e algerini. Il sole si alza e la distesa desertica, complice della terra che vola, si fa abbagliante