domenica, febbraio 25

21 febbraio zbi guest house kigomo

sveglia alle 9.30. Oggi sarà fondamentalmente  una giornata di shopping e di accumulo di ore di sonno. Mi aspettano 2 notti in aereoporto. Preparo il tè per i ragazzi, ma non ci sono. Dove li ho lasciati ieri oggi ci sono attività commerciali in piena attività. Li cerco nella zona , ma non ci sono. Ne incontro uno e mi dò appuntamento per le 5. Cambio 20 $ e vado al mercato. Per strada compro una radiolina e una spazzola. Faccio colazione con una fetta di ananas. Vado a jubilee market. E' un mercato fondamentalmente alimentare. Del pesce attira la mia attenzione e ne compero uno. Con del riso completo il mio pranzo, sono le 12 passate. Da lì vado al masai market. E' una serie di baracche con chincaglieria e oggettistica per turisti. Compro qualcosa di interessante, qualcosa meno interessante. Torno all'hotel e cerco di dormire. Una volta sveglio faccio lo zaino e vado a incontrare i ragazzi. Li trovo nel retro di un ristorante, mangiando ciò che gli è stato dato.Mi faccio dire da loro come vivono e come mai sono finiti in strada. Accettano di buon grado, anzi ci tengono che i loro nomi siano pubblici. Hanno storie abbastanza simili, come simile è la maniera in cui passano la giornata e sbarcano il lunario. Fondamentalmente lavorano di ciò che trovano. L'ideale sono lavori di caricamento di camion, ma in mancanza di quello raccolgono materiali riciclabili che vendono a peso, tutti respirano colla per scarpe da delle bottigliette di plastica.
Elvis James, 17 anni. Vive in strada dal 2010. Ha iniziato a vivere in strada a seguito della morte della madre.
Steeven Maviann , 20 anni vive in strada da 2 anni, ha iniziato a vivere in strada a seguito della morte della madre di malattia.
Charlie Sodiabos 21 anni, vive in strada dal 2007. Il padre si è risposato e aveva continui conflitti con la nuova moglie , finchè ha deciso di andarsene.
Victor cot 19 anni, vive in strada da un anno, mi dice solo "many problems"
Servini tien 22, vive in strada dal 2010, ha deciso di vivere in strada perchè la nonna paterna si è trasferita in casa sua e aveva con lei continui conflitti.
Samuel Soreg 18 anni, vive in strada da 4 anni. Il padre ha ucciso la madre con un coltello.
Samuel è l'unico a non essere originario di Kisomo città, tutti gli altri sno della città. Sono molto affiatati. Di giorno stanno in un vicolo  dove tengono anche ciò che usano come giaciglio di notte. Li saluto e vado in aereoporto. La moto mi lascia fuori dall'area aereoportuale, le moto non sono ammesse. L'ultimo tramonto africano mi regala delle emozioni, sui profili scuri delle acacie.

sabato, febbraio 24

19 febbraio beach hotel musoma

Sveglia alle 8.30. Colazione in spiaggia. Tempi africani. 40 minuti e passa per fare una omelette e portare 2 fette di Pane ( non tostato) e una noce di burro e una di marmellata. C'è da dire che mentre facevo colazione ho visto dei piccoli uccelli dal becco relativamente lungo che pescavano.
Da sopra i lampioni della spiaggia guardavano il lago, poi si alzavano e si lanciavano in picchiata. Oltrepassavano la superficie del lago e subito dopo rivolavano da dove erano partiti. Tornavano alla loro postazione con un piccolo pesce e in 3 o 4 movimenti lo ingoiavano. Esco dall'hotel alle 9.30 passate. Il vantaggio di stare in postacci è anche che te ne vai abbastanza volentieri.
Passo dal mercato per le ultime cose e raggiungo la stazione dei bus. Con queste ulime spese lo zaino pare esplodere.
Alla stazione dei bus ho rivisto il ragazzino conosciuto ieri . Ha una scatola di cartone sula testa. Vende bibite dai finestrini ai passeggeri. Gli ho dato gli altri 2 manghi che avevo con me. Il mezzo per tarime, la città più vicina al confine , parte poco dopo essere arrivato alla stazione dei bus.
Ha iniziato a piovere subito dopo aver preso il bus, la tempistica è perfetta.
Passiamo il fiume kisama su un ponte sospeso. Zona acquitrinosa, con papiri. Poi si sale. Alture rocciose, abbastanza brulle.
Incontriamo un cantiere. L'addetto, con tanto di paletta verde/rossa dice di aspettare. Dopo poco l'autista va lo stesso. Gli addetti rognano e smanacciano, ma lui passa ugualmente. percorriamo il breve tratto con una coppia di ruote sull'asfalto nuovo e una su quello vecchio
Ora devo decidere se vale la pena andare a Kisumu.
Mi spaventano un po' le 8 ore di distanza in bus da Nairobi. Dalle 6.50 di martedì ho poi 30 ore di viaggio per arrivare a Milano(inclusa lunga sosta a Casablanca).Una volta passato il confine chiederò i tempi di percorrenza tra Kisumu e Nairobi e valuterò. Se trovo un volo mi sa che volo da Kisumu a Nairobi. Anche per provare le linee interne keniote.
Dalla stazione dei bus raggiungo il confine con una moto. Sbrigo le pratiche doganali e sono in Kenya! Durante il rilascio del visto di transito c'è un piccolo teatrino. Le ore prima del volo sono meno di 72, ma i giorni più di 3, e vorrebbero farmi un visto turistico. Riesco ad ottenere il solo visto di transito.
Mi fermano appena dopo la frontiera,i sacchetti di plastica qui sono illegali ne avevo almeno 5 che penzolavano dallo zaino. Mi dicono che volendo essere fiscali andavo multato, ma loro non ne hanno l'intenzione.
Elimino la parte illegale dal bagaglio ed entro fisicamente nel territorio kenyota. Prendo una auto in direzione migori.
In questa auto siamo
4 davanti
4 dietro
4 nel portabagagli (coi bagagli)
Il tratto iniziale di Kenya è poco oltre1400 metri slm pare più verdeggiante e rigoglioso dell'esreo nord della tanzania, ci sono molti più alberi.
Arrivo a migori con una gamba competamente addormentata. Il mezzo per Kisumo è in partenza. Ho mangiato sul bus quello che ho trovato. Samosa con carne (dal sapore strano), kebab (qui e nella tanzania settentrionale definisce una sorta di polpetta di carne a forma di wustel , impanata e fritta) e delle patate fritte (e ri-fritte davanti ai miei occhi). La cosa migliore delle 3 era la confezione delle patate. Un sacchetto di plastica in uno di cartone, graffettato per tenerlo chiuso. La strada è in buone condizioni e a lungo costegiamo il cantiere per il raddoppio della carreggiata. Parlo un pò col ragazzino che fa da spalla al bigliettaio. Parla un buon inglese e mi mette in guardia sulle persone che girano di notte nei pressi dell'hotel. Passiamo vari centri abitati tutti abbastanza polverosi Mi colpisce la grata che separa il conducente dai passeggeri, pare una grata anti-aggressione. L'eroe della giornata è un uomo che porta legato al motorino un divano e due poltrone! Si vedeche va piano perchè il tutto è in equilibrio precario, ma ad ogni modo percorre la strada con calma, sulla sinistra della carreggiata.
Compro dei dolcetti di sesamo e una decina d banane piccole. Ci sono banane ad ogni angolo, alle fermate ne compaiono di varie taglie. Altra coa che salta all'occhio in qesta parte del tragitto è la grande abbondanza di canna da zucchero, se ne vede in ogni angolo e su ogni mezzo. Inoltre alle fermate viene proposto il cono di zucchero grezzo. Mi pare di aver capito che fumare in luogo pubblico sia proibito. Mi rendo conto che ho lasciato il power bank sul letto del beach lodge. Sono parecchio stanco ancora prima della parte finale del tragitto.  Dal bivio che collega kisumo a nairobi e passa per kericho la strada è molto ampia, ma stranamente ci sono i dossi. Una autostrada con i dossi!! Sarà che non esiste un'altra strada all'infuori di quella (una sorta di 1' comandamento della viabilità keniota), ma i dossi in autostrada non me li immaginavo. Sono arrivato a kisumo alle 9 passate. Mi avvio a piedi verso la guesthouse nella strada buia. Dopo un primo tratto popolato da mercatari che stanno sbaraccando, la strada si fa ancora meno intrigante (e già non lo era per nulla). Vedo dei ragazzi con la bottiglia in bocca. Non serve a bere, ne aspirano il contenuto e si stonano. Generalmente non diventano violenti, ma prendo un tuc tuc per i 500 metri che mancano. Mi chiedono un dollaro. Io stranisco, mi pare tantissimo. Rifiuto. Il conduttore mi dice di andare comunque. Lo avverto che l'unica moneta keniota che ho con me sono 30 scellini (30 cent di dollaro, il cambio è molto facile).Lui dice di salire e si mangia una banana. Poi fa questioni, ma da parte mia lo avevo avvertito e lo lascio questionare da solo mentre entro nella guesthouse.
Cara, e stavolta senza appello.
Percepisco che comunque il kenya è sensibilente più caro della tanzania. Una bottiglia di un litro d'acqua al ristorante  costa 60 cent in tanzania 1,5 litri ne costava 40/45. Ceno con riso pilau e carne di manzo.
Alle 10.40 sono a pezzi e vado a letto

giovedì, febbraio 22

18 febbraio Maceio inn Musoma

Sveglia alle 8.30.
Davanti alla porta delle formiche stanno mangiandosi le salme degli ospiti indesiderati sterminati la sera prima.
 Colazione con uovo sodo,una noce di burro, tè con spezie (cannella,cadamomo, chiodi di garofano) e un paio di manghi. Poi vado al mercato e compero delle reti e un sottopesce (il sottopesce è una sorta di sottopentola in vimini, immerso nella pentola evita il contatto del pesce con il metallo rovente). Tornato dal mercato mi porta in albergo mr Gamba, vestito di bianco, elegantissimo con papillon viola e scarpe nere.  Per strada vediamo 3 uomini che con asce cercano di tagliare un grosso tronco. Ci mettono parecchio impegno, ma ne avranno comunqueper un bel pò.
E' un bell'albergo. Sul mare e si sente chiaramente lo sciabordare delle onde. Dormo un pò e dopo una bella doccia, raggiungo il centro per mangiare in moto.
Ho chiesto tilapia bollita. Non c'è. Mi dice di tornare dopo 10 minuti. Mi hanno portato un altro pesce Che aveva spine di pinna dorsale lunghe molto spesse. I pesce era stato fritto e poi bollito col pomodoro. I miei commensali mi davano ragione . A parte la polpa del pesce , non era buono. Diciamo che ho assaggiato un altro pesce del lago. Ce n'è una razza che arriva a pesare oltre 70 kg. Mi rifarò la sera.
Appena finito di mangiare bevo una birra e vado al mercato. Qui incontro Adam, mi aiuta a tradurre in un negozio di tessuti. Dopo una lunga selezione telefonica scopro che tripsis (che significa al pezzo) ha pronuncia tipo three pieces.Un signore mi aiuta a sciogliere l'arcano. Passo dal porticciolo che sta nel lato nord della penisola. Ci sono varie piccole barche, tutte appena al limite del bagnasciuga. Non paiono in partenza. Anche qui tanti grandi uccelli.Torno a piedi verso l'hotel e rivedo Adam. Con lui vedo il tramonto e passo un pò di tempo. Noto un camion di attrezzato. Ci sono diversi gruppi che attrezzano camion rialzati e poi vanno su strade tremende senza problemi. Sono curioso del giro che fanno. Ci sono 3 turisti e mi propongo per uno scambio di informazioni, ma poi di fatto dopo che va via Adam non parlo più con  nessuno. A cena finalmente mangio la tilapia bollita. Devo dire molto buona. Con peperone e cipolla. Dopo mangiato dò fondo alle riserve. Ci sono delle sdraio in spiaggia. Con cuscino lungo. Ordino una birra e mi godo  lo sciabordare delle onde. Durante la siesta stamattina era promettente, stanotte invece hanno acceso il generatore! Inizialmente mi dicevano che va tutta notte, poi che forse lo spengono. Con tanto spazio disponibile è proprio attaccato alle camere! Lo spengono intorno a mezzanotte. Raggiungo il letto con la luce del power bank. Sarà l'ultima volta che lo vedo

17 febbraio monarc hotel Ukerewe island

Sveglia 8.30. La supposta "guida turistica" mi avrebbe fatto alzare alle 6 per andare in stazione. Cercando su internet vedo che c'è un autobus alle 10. Provo a prendere quello. Alla fermata compro dei manghi. Con 500 scellini me ne hanno dati più di 15 (tantissimi). Partiamo. Un ragazzo si siede vicino a me e parliamo a lungo. Secondo lui il nome Vittoria è il nome della moglie dello scopritore del lago. E' un ragazzo giovane che non perde occasione di dirmi che la Tanzania è un paese povero. Arriviamo al traghetto e dà per scontato che io paghi il suo biglietto. Gli dico che non sono suo padre e che dovrà pagarselo da solo. La costa dell'isola era bassa, ma prevalentemente  rocciosa. Nel lato Continentale è invece prevalentemente sabbiosa, con piante da acquitrino lungo il litorale.
Una volta lasciata l'isola e addentratomi lungo la costa in direzione Bunda salta all'occhio che qui la stagione secca è al culmine (ecco perchè i manghi costavano così poco).Colline e terra sono aride se non proprio brulle. Qui le piogge arriveranno fra poche settimane.
Il paesaggio si fa via via più secco. L'erba è più rada, corta e ingiallita, gli orti scompaiono.
La casa tonda con tetto di rami e paglia è più frequente della squadrata con tetto di lamiera. Restano campi coltivati con piante abbastanza sofferenti (se non gialle, il caso del mais). Si vede tanto aloe con relativo palo/fiore(mai visto a sud del lago), qualche  arbusto e acacie basse. Arriviamo a Bunda. Il ragazzo accanto a me dà per scontato che io gli paghi il pasto. Quando lo informo che non è mia intenzione praticamente smette di parlarmi e se ne va senza manco salutare.
Avevo intenzione di stare qui a Bunda. E'una cittadina più piccola di Matema, L'autobus ci lascia in un grosso spiazzo. c'è un mercatino e tanti uccelli spazzini. Quando arrivo non c'è elettricità. Fa molto caldo e entro in un bar. Lì  mi si è attaccato uno che proprio non mi lasciava stare, mi ha pure portato in un posto decente dove dormire, ma sicura presenza costante di questo tizio non pareva più una bella prospettiva. Avevo deciso di fermarmi nel paesino proprio per evitare tali personaggi. Decido allora di andare oltre. Prendo un pullmino che spero che parta presto. Vorrei arrivare in tempo per il tramonto.
Il pullmino si attarda perché ha pochi clienti, ma è suppostamente una partenza programmata per le 3. L'autista però continua a fare avanti e indietro nella speranza di raccogliere altri clienti.
La cosa però non sta affatto bene agli utenti già nel mezzo. Prima si rumoreggia. Poi i clienti si scaldano proprio e urlano all' indirizzo dell'autista. Alle 3.20 partiamo. Ovviamente l'autista va piano.
Ho comprato dei dolcetti sferici croccanti a base di sesamo. Decisamente buoni.
Nei 64 km di strada superiamo qualche altura. La terra resta sofferente per l'arsura.  Erba gialla e piante di mais secche, alberi di arancio ,aloe, qualche aghifoglie.
Il giallo diventa un colore importante del paesaggio. A sud del lago era saltuariamente accennato. Arrivo alla stazione dei bus (fuori città )e raggiungo il centro con un tuc tuc. Il ragazzo che è sul tuc tuc mi mostra Maceio lodge, un posto economico dove dormire. Mi aiuta anche a capire se ci sono autobus diretti per nairobi. Non ce ne sono. Ovviamente poi mi dice che ha fame . Gli dò qualche mango, mi dice che gli piace ugali, gli dico che a casa sua ne potrà mangiare quanto ne vuole, capisce, ci salutiamo e  se ne va. Compro delle patate fritte e bevo una birra. Il Maceio inn ha dei frigoriferi funzionanti. Vado quindi verso la spiaggia. E' orientata verso est e si dovrebbe poter vedere un bel tramonto. E' così infatti. La camminata non è proprio breve. Per raggiungere la spiaggia sbagliando passo proprio per la stazione di polizia, ma mi fanno passare senza troppi problemi. Raggiungo  spiaggia e un locale sulla spiaggia molto frequentato. Mi godo il tramonto. E' un bel posto. Si sta in Maglietta,c'è la  brezza e il rumore delle onde. Perfino la birra, supertassata, costa meno che al tarantola. Pensare che a Milano ci sono 6 gradi e ci sto per tornare mi rende un pò nostalgico. Guardo la luna e aspetto che tramonti.
Rossa
Una fettina
Sto iniziando a capire come funziona la macchina fotografica e ad usarla in modalità manuale. faccio qualche foto.
Decido di prendere una camera qui. Dopo una contrattazione manco troppo serrata ho portato a casa 30.000.
Torno in hotel e appena entrato in camera vedo che ci sono degli ospiti indesiderati. Durante la prima battuta di caccia ho accoppato 2 scarafaggi ( modello classico, arancione cucaracha) e ne ho visto un terzo.
Tra l'altro non proprio piccoli. Questa camera si candida per il premio pet-friendly.
Non mi pare di aver trovato altri scarafaggi notevoli di nota in camere precedenti a questa.
Tra l'altro le ciabatte in dotazione fanno un suono secco e forte.
Danno soddisfazione.
Dopo aver sterminato gli ospiti indesiderati vado a cena. Doppia razione di riso, manzo e fagioli. Per strada rivedo un personaggio che mi aveva dato fastidio anche a pomeriggio. Mi chiede del denaro, mi chiama gesù, mi si inginocchia davanti. Proprio quel genere di personaggio per cui avevo pensato di stare nel paesino per evitarne le attenzioni. Gli faccio notare che sto in un hotel economico e che dovrebbe cercare altrove degli sponsors, ma lui prosegue. Decido di tornare in hotel. Bevo della birra e scrivo. Una volta tornato in camera vedo un altro scarafaggio! si infila sotto il minuscolo lavandino che c'è nell'angolo.
Lo stano col repellente per insetti. Dopo un pò deve lasciare il suo rifugio e io lo stampo al muro con discreta soddisfazione. butto la salma insieme alle altre fuori dalla porta e vado a dormire.

16 febbraio monarc hotel nancio ukerewe island

Sveglia alle 10.30. Colazione ricca (inclusa). Tè,pane,burro,marmellata,uova e una sorta di pancake con verdure. Prendo una bici sulla strada principale (sterrata)e punto verso l' interno dell'isola. Il cielo è limpido e fa molto caldo. Il mio sfrontato ottimismo mi dice che riuscirò a vedere un paio di edifici storici. So che non sono facili da trovare, ma ci voglio provare. Vorrei tornare in tempo per il tramonto. Domani penso che posso pensare di andare sulla terraferma.
Sono uscito senza acqua. Mi fermo a comprarla in un paesino. La zona commerciale consiste in una serie di 5 negozietti in fila lungo la strada sterrata. Mi bevo anche una bibita gassata, freschissima. Proseguo. Mi indica la strada un vecchietto (che mi chiede delle sigarette).  La strada , dopo la salita iniziale scende fino alla valle del "fiume", per poi risalire. Il fiume è poco più che un rigagnolo, ma le sue immediate vicinanze sono comunque coltivate a riso. Dopo il rigagnolo si sale fino alla cresta delle alture. Si vede anche la costa nord dell'isola, bassa e frastagliata. Mi fermo  a mangiare in un posto estremamente semplice. Tavole di legno inchiodate in maniera grossolana sono tavoli, panche e struttura stessa. La cucina consiste in 3 pietre che sorreggono la pentola con il fuoco al centro. Su consiglio dell'esimio cancelliere emerito della associazione OTRA chiedo un pò ai locali se sanno chi sia la regina vittoria. Un ragazzo che parla inglese non ha idea di chi sia. Conosce Angela Merkel, ci tiene a specificare.
Il lago vittoria neanche gli dice nulla. Qui lo chiamano lago. Dopo mangiato esco. Dato che le leggere salite con gran caldo su strade sterrate a volte mi hanno dato qualche problema l'idea di uscire al sole a pedalare un po'mi spaventa. Ho incontrato un ragazzo con una maglietta della Guinness, con scritto
Think Black
Drink Black
Si chiama kisa, parla inglese e non ha idea di chi sia la regina Vittoria. Torno in hotel.
Ieri sera il ragazzotto che sta nell'hotel mi ha proposto un posto panoramico per guardare il tramonto. Ho fame, ma sono curioso e andiamo. Il posto era bello. Una croce in posizione sopraelevata costruita dai tedeschi insieme ad una chiesetta. Siamo arrivati lì a sole abbondantemente tramontato. Un peccato perchè il posto era molto bello, sulla costa sud dell'isola. Da lì  affamatissimo sono andato a mangiare "in centro". Il centro di Nansio consiste in una strada sterrata con un distributore, un ostello decisamente economico (4000 la singola) e una serie di bar e guesthouse. Prima era la stazione dei bus, ora la stazione è fuori città e lì c'è una banca. Faccio scaldare della capra arrostita e ordino manzo,fagioli e riso. Le porzioni di riso qui sono enormi. Mi porta una cariola di riso, ma ,con calma e minuzia, me la mangio tutta. Finalmente sazio vado a cercare una birra fresca. Il 1 bar mi piace, piccolo, senza musica alta e con avventori molto ospitali. Mandano la cameriera qua e la a cercare una birra fresca per me. Ricerche vane, lascio allora il bar, il suo ventilatore giallo e il suo bancone con adesivo scrostato. La birra la trovo poco dopo. In un posto con musica altissima e una cameriera molto molto carina. Torno in hotel e preparo lo zaino. Berrò un'altra birra, in spiaggia, seduto sulla sabbia vicino al bagnasciuga. Qui la sabbia è grigia, a grani grossi. Preparo lo zaino e vado a dormire.

sabato, febbraio 17

15 febbraio savanna hotel mwanza

Sveglia alle 9. Colazione con pane , burro e zucchero e tè. Oggi dovrei raggiungere l'isola di Ukerewe. Stare lì 2 o 3 notti e poi andare verso il kenya. Facendo bene i conti ho più giorni da riempire che non destinazioni da visitare. Penso che troverò informazioni per strada.
Sono stato a Mwanza per comprare delle cose. Non ho trovato esattamente quello che cercavo. Ho comprato 2 cover e non ho fatto caso al buco per la macchina fotografica! L'idea è di andare a nansio e da lì percorrere l'isola verso est. Passare sulla terraferma e proseguire verso il kenya.
Sulla barca istruzioni in un video dall'audio pessimo e filmato promozionale con immagini della barca e la musica del...
TITANIC!!
Non mi pare una mossa pubblicitaria molto azzeccata
La navigazione sul lago vittoria non offre gli stessi colori che il lago malawy o il lago tanganica. E' sensibilmente più basso ed è stato pesantemente contaminato con metalli pesanti dalle miniere di oro e altri metalli sulla costa sud.
la costa resta un bello spettacolo. I grossi massi che caratterizzano mwanza e dintorni sono anche sulla costa per vari km, in un contesto di costa rocciosa con piccole alture. La zona non manca di vegetazione spontanea. Proseguendo le alture si allontanano a tratti dalla costa. Occasionali spianate appaiono sulla linea di costa, evidenziate dal verde chiaro delle coltivazioni di riso.Anche allontanandosi dalla costa il colore dell'acqua resta verdognolo e torbido.
La navigazione incontra vari gruppi di rocce affioranti chiare e un paio di isole minuscole. L'isola di ukerewe appare all'orizzonte, ha alcune alture nel mezzo mentre agli estremi pare digradare fino al piano, non è totalmente ricoperta di vegetazione. Avvicinandosi appare nella sua grandezza. È grande. Sull'isola pare ci siano molti Albini. Nascere albino in africa è stata una sventura per lunghi periodi. Pare che venissero abbandonati  qui da piccoli dai genitori e cosi la comunità è cresciuta. Qui sono meno perseguitati che non sulla terraferma.
Sulla costa ci sono palme, qualche edificio in stile coloniale e un buon numero di antenne. Oggi hotel sulla spiaggia. Sono venuto proprio in questo  hotel qui pensando di trovare qualcuno con cui fare 4 chiacchiere, ma non ci sono turisti
C'È di buono che l'isola al mio arrivo l'isola è senza corrente. Il cielo è terso tranne una porzione. Spero in un bel cielo stellato, oggi non c'è luna. Mi godo lo spettacolo del tramonto dalla spiaggia mentre dei ragazzini fanno il bagno proprio davanti all'hotel.
Mi sono stati segnalati furti qui. Non so se ho fatto bene a lasciare i soldi in reception. Ora sanno che li ho; Ho una ricevuta, ma non so quanto sarà utile se mi dicono che glieli hanno rubati.
Quando esco l'oscurità è totale. il ragazzo dell'hotel mi accompagna, ma non so ancora bene se fidarmi o no. Cena a lume di candela. Mica solo io perchè mi pare il caso essendo il giorno dopo san valentino, non c'è corrente sull'isola, e tutti nel ristorante mangiano  una candela accesa sul tavolo.
Mi portano una porzione molto generosa di riso pilao e manzo. Il cibo è buono, proprio sotto la guesthouse centrale. Prima qui c'era la stazione dei bus (e infatti è pieno di guesthouse), ora ci hanno fatto una banca e la stazione dei bus è fuori città. Subito dopo bevo una  birra calda, la corrente manca da stamattina.  Godo un pò del cielo stellato mentre torno dal paese; l'albergo ha un generatore e c'è luce da vendere. Tornato in hotel faccio il biglietto per tornare. Il 22 di febbraio. Quando realizzo che il viaggio sta per terminare e che torno  Milano dove ci sono 3  gradi inizia un dramma umano... 

giovedì, febbraio 15

13 febbraio lake hotel mwanza

Sveglia alle 8.30. Colazione con uovo, burro, zucchero,pane e tè con latte. La rinforzo con qualche mango. Esco a cambiare 50euro e mi interesso a qualche cineseria che vedo in strada. Vedo un paio di guesthouse, e una moschea. Questa aveva un grande mihrab con una porta per entrarci da fuori! Poi incontro un ragazzo che studia in Rwanda.
Abbiamo trascorso gran parte del giorno insieme. Abbiamo visitato un paio di moschee  e visto il parco cittadino lungo il lago con la famosa Bismark rock (una roccia dall'equilibrio molto precario). Successivamente sono stato  all'ufficio postale e alla stazione costruita dai tedeschi e coeva di quella di kigoma. Anche qui ampi porticati, ma l'arco è più tondeggiante.  Mangiamo lì del cibo  che facciamo arrivare mentre prendo informazione sul serengheti. Riincontro una ragazza vista la sera prima all'hotel. Va spesa qualche riga per descrivere la clientela del bar dell'hotel. Oltre agli ospiti del bar c'era una ragazza con davanti il fondo di un bicchiere di liquore che mi diceva hi! con tonalità sensuale ogni volta che le passavo davanti, e questa che riincontro oggi. Ieri sera era ubriaca e continuava a bere, anche mentre parlava con me.  Oggi, a primo pomeriggio, era ubriaca e vestiva esattamente come la sera prima. Un bel vestito e vari monili. A pomeriggio abbiamo visitato un posto panoramico molto particolare. Si chiama grosse rocce in lingua locale ed è legata alla storia di mganga wa kienegi .Ci sono grossissimi mass messi lì chissà da chi; alcuni di questi sono nche in bilico. Ci sono anche parecchi uccelli (quelli con le ali e il becco). Mganga wa Kienegi è un personaggio famoso nella tradizione locale. Ci sono vari punti nella provincia dove c'è il suo segno nella roccia. La tradizione vuole che dove si poggiasse restasse incavato nella roccia il segno del suo passaggio. A big rocks c'è un campo di gioco di bao, suppostamente generato dalle sue dita. Nella provincia c'è l'impronta di un suo piede e la forma delle sue natiche è usata in vari punti per tritare la farina. La sua morte è legata ad una storia di invidia. Durante il suo regno aveva fama di re giusto ed era molto popolare. I regnanti vicni, invidiosi volevano toglierlo di mezzo, ma , avendo lui dei poteri magici non si arrischiavano. Mandarono allora un vecchio ad urinare sul suo uscio per 3 giorni consecutivi, mentre lui era a lavorare la terra. Lui divenne molto arrabbiato e si ripromise di punire con la morte il piscione se avesse continuato. Il 4 giorno ancora trovò l'uscio di casa sporco di urina e decise che se trovava sporco il giorno seguente avrebbe effettuato un rito per dare la morte al maleducato. Questo fu il momento in cui le spie dei re rivali colsero il momento. Seguirono il re nella foresta dove andava in bagno e ne raccolsero i liquidi organici, per poi mettere sull'uscio della porta quanto raccolto. Tornato dal campo il re trovò sporco e , furioso, lanciò la maledizione che died la morte al titolare di quella pipì. Purtroppo il piano dei re rivali funzionò e fu proprio il re a morire ucciso dalla sua sessa mano.
Tornati a piedi abbiamo bevuto un paio di birre e mangiato un piatto di riso con verdure. Mi saluto col mio ospite e resto d'accordo per vederci il giorno dopo. La camera che ho preso è divertente: la porta di ingresso sbatte contro il letto dopo 20 cm di apertura ,la retina sul letto è rosa e con pizzo a decorazione, La tenda è crema con fantasia di fiori rossi e brillantini ,c'è il posto per la televisione (senza la televisione), il cestino è rosa shocking, la manopola della doccia è incassata nel muro e le ciabatte in dotazione sono di 2 colori differenti.