mercoledì, giugno 15

24 maggio tourist lodge singik

Giornata di relax. Mi sveglio con calma, a colazione frutta. Scrivo, a pranzo insalata preparata da marco e impiattata con ricercatezza. Il tempo migliora e invito marco a camminare verso mangan e verso il belvedere, ma dopo una birra torna in camera e mi dice che preferisce restare in camera. Io esco e incrocio un sacco di studenti che mi vengono incontro. Mi salutano alla spicciolata parecchi di loro, anto che la mano la ho praticamente sempre alzata. Poi mi affiancano quelli che vanno nella mia direzione. Sono molto curiosi per il dreadlock, mi fanno domande, mi chiedono di toccarlo, etc. Noto una targhette sul petto dei ragazzi, una con scritto istitute capitan e un altro healt and hygene capitan. Mi dcono che sono dei titoli che vengono dati all'interno dell'Istituto scolastico ai ragazzi. In tutto nell' istituto sono 24. In questo modo,penso, si fornisce un referente tra i ragazzi ai ragazzi stessi, si velocizza la circolazione delle informazioni, e si toglie il lavoro di raccolta delle stesse ai professori. arrivo al belvedere e chiedo un te. Sul terrazzo, con davanti la valle mi porto in pari con il diario, non mi sembra vero. Vado via quando inizia a farsi scuro. Tornando cerco di comprare del caffe a Marco, non posso vederlo che ribollisce lo stesso caffe'. Trovo del nescafe', in un contenitore in vetro dall'etichetta scolorita dal sole. Me lo vende una bambina di circa 10 anni, supportata dal fratellino,penso. Inizialmente mi dice di no, ma poi il compare le da indicazioni da questa parte della vetrina. Inizialmente e' fuori strada, ma con le indicazioni vediamo la mano entrare nel giusto scomparto, infilarsi in un buco tra i prodotti e portare fuori il barattolino. Inizia il canto tanto particolare dei "grilli", normalmente li sento la sera tardi (di solito max 11.30 sono a letto) A cena mangiamo degli gnocchi di farina con salsa alle verdure e uovo fritto. Il giovane gestore ci confessa che le ha cucinate per noi per la prima volta. Prima di andare a letto inzio a impacchettare. Il posto e' bellissimo, ma mi manca il dinamismo, le mie 4 ore quotidiane di autobus. Con marco mi trovo bene , ma mi sa che a breve ci separeremo.

23 maggio tourist lodge singik

Sveglia alle 8 e tempo incerto. La visita dal dottore salta anche oggi, e ad ogni modo pare che il disturbo sia passato. La colazione che ci danno oggi consiste i patate schiacciate con aromi, chiuse in sfoglie e fritte. Oggi vogliamo andare a visitare le caverne che ci sono in zona. Aspettiamo un po' il giovane proprietario' ma la partenza della chiassosa famiglia di indiani lo occupa nel caricamento del mezzo e nella lunghissima serie di foto alla fine del caricamento. Ci facciamo una breve cartina e cominciamo a salire. Ci fermiamo un paio di volte, finche' un autoctono, ci dice che siamo alla giusta altezza, ma della collina sbagliata. Ci indica il punto, ma il sentiero non c'e'. Nomn c'e' problema, lo tracciamo noi!!Inizia una traversata della ungla senza manco un piccolo senrtieri di riferimento. Passiamo su alberi ricoperti di piante parassite, passimo un ruscello, attraversiamo una zona di fitto sottobosco, poi troviamo un sentiero. Lo seguiamo finche' non vediamo le bandiere. 3 della 4 grotte sono sacre, e infatti ci arriviamo. L'entrata e' molto piccola. Marco entra, io no. Sto fuori a guardare il panorama e sgranocchiare delle patatine. Lui esce subito dopo, la caverna all'interno non e' enorme. Cerchiamo di raggiunfere mangan dalle colline. Bisogna raggiungere la cima e scendere dall'altra parte. la discesa e' ripoda e servono 2 bastoni per poter scendere. Arriviamo a dei terrazzamenti e nelle casette di legno li' vicino una signora ci indica la strada. Arrivo alla strada principale con i pantaloni e le braccia sporchi per le cadute. Mi sciacquo e proseguiamo oltre. In citta riesco a fare il prelievo e mangio un opao di snack Facciamo spesa (tra cui un piccolo barattoplo di nutella e torniamo in hotel. Il tramonto e' molto bello, con nuvole di vari colori che staccano sul cielo azzurro. A cena mangiamo dei pancake con nutella e banana. Solita amacata feroce con sottofondo di animaletti locali dal verso strano, ma estremamente rilassante.

22 maggio tourist lodge singik

Sveglia comoda e colazione presso il ristorante dell'hotel. Ci danno roti fritti,omelette,patate con curry e cipolla cruda. Stendo i pantaloni e li cucio, ieri strizzandoli si sono strappati, non contento ho cercato di cucirli da bagnati per non pensarci piu' e si e' rotto l'ago con la cruna grossa. Oggi Marco vuople andare a pescare al fiume col giovane proprietario e un suo amico. Il fiume e' circa 400 metri a valle. Quando stanno per partire io sono in alto mare e li avverto che li raggiungo. Mi godo l'amaca e con tutta calma mi lavo #. Cambio gli ultimi 500 rupie e compero snack da passeggio(patatine). Vedo una strada che potrebbe fare al caso mio, ma proseguo. I primi a cui chiedo se sono giusto mi dicono che fondamentalmente quella strada non porta da nessuna parte e ch e' privata. Torno indietro e seguo la prima impressione. So che il posto dove sono loro e' sefidon, e che devo passare da safi. Arrivo in un gruppo di case, do' voce e si apre una finestra con scritto sopra in gesso WELCO (e a capo)ME. Chiedo per sifi e mi dice" questa e' sifi". Proseguo e trovo l'eliporto, poi inizio a prendere scorciatoie dalla strada carrabile che facendo zig zag scende fino al fiume. Finisco in un villaggio.Una ragazza mi offre del te e mi chiede quale voglio, mi cita anche el te salato. io resto un po sbigottito, e accetto. E' un te nero con latte, ma col sale, decisamente un sapore strano. C'e' una ragazza che parla inglese; avra' circa 18-20 anni e' di corporatura molto compatta e quando le chiedo dei lepcha e' molto contenta che io sia curioso riguardo alla sua cultura. Mi conferma quanto mi era stato detto, per quanto, ultimamente la poligamia non si usa piu'. mentre parliamo, lentamente , lo bevo. Lei va a mangiare e torna, io ho ancora il mio te'. Lo finisco e mi accompagna alla strada per il fiume. Passo la centrale elettrica in costruzione e trovo 2 ponti. Uno in cemento per le auto e uno pedonale, piu' vecchio, sospeso. Lo percorro abbastanza divertito, ondeggia e cigola. Una 15ina di metri sotto il fiume scorre impetuoso e torbido nello stretto spazio che i ripidi versanti lasciano tra di essi. Vedo i ragazzi e li raggiungo, seguito da dei tecnici della centrale incuriositi. Trovo i ragazzi, ma la pesca e' stata decisamente poco fruttuosa. Torniamo quasi subito e la salita sara' un po' tosta per me, ma comunque saliamo. Il giovane proprietario e' in infradito e il suo amico in ciabatte; salgono con una sicurezza e sveltezza che le scarpe non concedono ne' a me ne' a marco. Inizia a chiedere prr rifornimenti a dei tassisti e a dei ragazzi, ma mi dicono che in zona non si trova. Chiedo se per cena possiamo avere carne e vado a comprare del cioccolato. A cena marco non mangera' il pollo preparato e quindi io letteralmente mi strafoco. Oltre al pollo ci avevano preparato delle patate con verdure, tutto molto gustoso. Dopo cena marco va a dormire e io mi piazzo sull'amaca. Sto un po' li e mi gusto l'aria notturna. Il frinire dei grilli qui e' diverso che in italia, o meglio, i grilli sono simili, ma ci sono 2 animaletti che fanno rumori inusuali: uno fa cumori che paiono colpi secchi, molto acuti, l'altro e' molto piu' caratteristico, potrebbe essere simile al rumore della pioggia sulla lamiera o su una campana molto fine; un suono modulato molto molto acuto. Con una lucetta che mi aveva dato anna scrivo un po', poi vado a dormire.

21 maggio tourist lodge singik

Sveglia alle 6.30. Si vede la cima, con qualche nuvola. Stamattina marco vuole insegnare a fare pancake ai ragazzi. Con semplici ingredienti e una pentola piatta possiamo fare una colazione sostanziosa. uova,latte,e poi farina e sale. Ci mettiamo qualche pezzo di cioccolato e la colazione e' servita!! Le macchie non paiono andare vie e vedendone anche sui tessuti penso a delle perdite, inizialmente penso di tornare all'ospedale. Oggi faranno la puja settimanale al primo monastero visitato, quello che avevamo trovato chiuso due giorni fa, e' piu' piccolo, tipo 6x6 metri, ma piu' antico. mentre salgo incontro delle persone che salgono portando borse ( scoprirò che è cibo). Sento il suono degli strumenti, soprattutto i lunghi corni. Arrivato lì la prima cosa che vedo e' un bracere fumante di incensi di fronte al gompa. A lato 4 monaci suonano un tamburo e 2 strumenti metallici piatti, con suono molto acuto, li si suona con metallo ricurvo. L'entrata del gompa ha un piccolo portico, nel quale i monaci hanno steso stuoie per far sedere gli ospiti. 4 signore anziane siedono e parlano tra loro. quella piu' a sinistra gira ininterrottamente un grosso cilindro votivo, lo fara' per tutto il tempo in cui sono li'.Nella sala , seduti ai lati del piccolo corridoio oltre la porta i monaci cantano e suonano. La preghiera va avanti tutto il giorno. Fuori dal monastero i locali portano cibo e vettovaglie. Cerco di resistere ai tentativi di offrirmi del te, sono un po' di fretta, ma dopo aver rifiutato l'invito del primo ragazzino, e del secondo, poi al monaco ho detto si' e sono entrato dove finiscono le vettovaglie che avevo visto portare dai locali .Dopo avermi chiesto in tanti se voglio chai, mi trovo davanti una Pepsi,in un piatto a lato ,riso soffiato asciutto e dei dolcetti di pastella fritta. Siediamo in una casetta di legno, pulitissima, con sedie e tavoli. Un po' a malincuore torno verso l'ostello. Passo davanti al monastero e la signora e' ancora li' a far girare il cilindro. Ancora ho una mezza intenzione di andare a mangan. Dopo aver realizzato che comunque il ciclo di antibiotici devo completarlo con marco optiamo per una passeggiata. La strada la conosco fino ad un certo punto, ma so che a 3 ore di cammino c'e' una cascata. Incontriamo varie persone che passano il giorno di festa vicino a questa o quella cascata .Alcuni lavano la macchina, altri giocano con l'acqua. Ci sono un paio di curve in cui l'acqua inonda la strada. In unu di questi c'e' un ponticello di legno, ma pare proprio malsicuro; il piano di calpestio e' obliquo e per passarlo mi diverto anche un po'. Marco sicuro delle proprie scarpe passa in mezzo all'acqua. I ragazzi che stanno alla cascata sono giovani e giovanissimi. Alcuni fumano, uno di loro mi passa pure uno spinello. Andiamo oltre e troviamo una postazione di lavoro che si vede abbastanza spesso: spaccapietre. A quanto pare li pagano a giornata. Ce ne sono parecchi,con un telo a coprirli da pioggia o sole. Hanno un cerchio di pelle o materiale plastico all'interno del quale mettono la pietra da spaccare, e con un martello spaccano le pietre che servono per manutenzione o costruzione delle strade. Alcuni sono qui con la famiglia. In un gruppetto c'e' anche una signora anziana, con il gioiello al visto anche al mercato di .Anche qui mi offrono da fumare ganja, stavolta in una pipa. Ci fermiamo per mangiare su un muretto poco dopo la "cava". Porto ancora gli scuori segni di quel muretto: catrame. Comunque abbiamo un frugale pasto che ci soddisfa. Poi marco ha le scarpe bagnate e torna indietro, io faccio l'autostop. Vorrei arrivare alla prima cascata' o possibilmente andare a vedere il ponte crollato. Vedo un autobus e faccio un cenno. si ferma e io mi avvicino. E' un pullman di militari , mi chiedono dove vado e gli dico alla cascata. Mi dicono che andranno fino al ponte crollato, e che se voglio posso andare con loro fin li'. Quando mi chiedono di dove sono e gli dico ch sono italiano il mio interlocutore non si scompone, un ragazzo alza un po le sopracciglia girando la testa (penso per la storia dei maro)'. lo stesso autobus poi tornera' indietro verso siliguri. Fondamentalmente arrivano truppe fresche con rifornimenti e danno il cambio agli altri, che arrivano dall'altra parte del ponte (e li vedo durante la discesa che cercano di salire in fretta).Il ponte è stato letteralmente spazzato via. Non se ne vede traccia, se non la partenza dal lato sud, è stato inghiottito dalle profondità della valle. In alto una bella cascata da acqua al torrente (che scorre praticamente in verticale). Il ponte è il limite oltre il quale serve un lasciapassare, ma arrivati li' il militare , invece di chiedermi se lo ho, mi indica la strada per passare il fiume da un passaggio tortuoso e a tratti molto ripido immediatamente a monte. Questo tragitto e' stato creato in tutta fretta per permettere i collegamenti tra le due sponde e non isolare il nord Sikkim. È estremamente ripido e fangoso, c'e' anche una corda per aiutarsi nella salita/discesa. Vedo anche un turista cadere rompendo un sostegno della corda (e non rimettendolo a posto). Mi colpisce vedere come operai spostino grosse bombole necessarie alla saldatura, sono molto pesanti e le spostano in 4 aiutati da corde. Ovviamente perdo il passaggio di ritorno che mi era stato offerto dagli stessi militari sul bus che torna a siliguri. Torno con passaggio trovato li appresso proprio a inizio piovasco. E, un signore di Singik, che lavora per una impresa di costruzioni. La macchina ha ancora la plastica sui sedili. Tornando la pioggia si fa molto forte, formando cascate da tutte le parti. La cena e' buona: curry con uovo, verdure e riso, decisamente approfitto del 2 e del 3 giro. Marco sta finendo il caffe' e io anche devo fare acquisti a breve. Nei giorni successivi scene poco edificanti con caffe' ribolliti et similia.

20 maggio tourist lodge singik

Sveglia alle 6.45, la montagna e' a vista!! Poi la giornata diventa parecchio piovosa. Il mio disturbo pare migliorare, i farmaci staanno facendo effetto(oltre a disturbarmi lo stomaco). La mattina scrivo un po, mi appoggio ad un vassoio e riesco a scrivere dal letto. Andiamo in paese a fare spese e prelevare, sono rimasto senza soldi. Mi porto la tesserea bancomat ,ma a quanto pare ricordo male il pin , e al secondo tentativo mollo il colpo. Mentre mangiamo del dal fry piove ininterrottamente. Chiedo ad un signore se secondo lui il tempo cambier' a breve, e mi risonde" it's rainy season, 15 days like that". Mi getta nello sconforto, ma almeno con marco decidiamo che se il tempo non cambia il giorno dopo ci spostiamo. Dopo un po' torniamo all'ostello. Sentiamo le prve per la puja settimanale, iniziano alle 14.30. quando smette di piovere usciamo. Il tempo non promette nulla di buono, e si alza anche la nebbia, tanto che marco decide di tornare indietro. io mi fermo un po' di piu' e mi guardo intorno.Dopo la pioggia il panorama si fa animato. Le nubi si fanno rade e si inizia a intravedere il verde brillante della vegetazione dell'altra parte. Man mano che passa il tempo la parte visibile delle nuvole va diminuendo rende la nuvola allungata , forma dei cumuli di forma simile dei filoni di pane (si vede che mi manca?). Ecco, questi letteralmente percorrono (molto molto lentamente) la stretta valle in cui mi trovo. piu' in quota la situazione e' differente, e Shtani mi fa anche notare un fenomeno locale, per cui in cima al monte la nuvola scivola sopra la vetta. Poco piu' avanti da una valle trasversale, si vede proprio come un'altra nuvola lentamente si stia insinuando, dalla valle laterale(anche lei dalle pareti praticamente verticali) in quella principale. Shtani, che , ci tiene a precisare, a scuola viene chiamato snari e' un ragazzo di 18 anni, di corporatura minuta e capelli corti. Porta un giubbotto di pelle, e sputa di continuo. MI dice che la vita qui e' dura e che devono lottare per riuscire a sopravvivere. Che i turisti sono una risorsa importante per u paesino piccolo come singik. Gli chiedo della cultura dei lepcha. I lepcha sono una etnia locale che popola in nord del sikkim, Abitavano queste terre prima delle migrazioni da ovest (precedenti), e di quelle da est. Pare che in tempi molto molto antichi venissero dal tibet, ma potrei avere capito male. I lepcha un tempo erano animisiti/ pagani poi si sono convertiti al buddismo. Il popolo lepcha ha un alfabeto proprio e una lingua propria. I principali riti della vita sono simili a quelli del buddismo, se non fosse per la vita coniugale. Sono poligami, per cui un uomo o una donna puo' avere piu' di un partner. Hanno una usanza molto particolare in caso di assenza prolungata del partner. Il fratello (ma poi mi e' stato detto anche il cugino, e a volte un vicino di casa/amico di famiglia) fa le veci del marito assente(o della moglie, se e' la moglie a stare via a lungo). In pratica "intrattiene" sua cognata!! Non so se questo deriva dal fatto che un tempo spostarsi da queste parti doveva essere una tragedia e che ci volevano vari gg, ma e' cosi' loro quando te ne parlano sono divertiti anche loro, ma lo trovano normale. La poligamia ultimamente non e' piu' praticata. Torno in ostello e aspetto la chimata. La cena si sta rivelando un vero spasso. Finalmente una cucina con pochissime spezie, moto apprezzabile anche il fatto che fanno un secondo e a volte anche terzo giro. " il giovane proprietario" ci ha confidato che ha cucinato per noi da solo per la prima volta(normalmente se ne occupa la madre). Anche questa sera una gran bella cena. Momo arrotolati (non ripieni) pratica e' pasta che invece di essere usato come esterno del raviolo ne e' l'ingrediente principale. I miei molari schiacciavano consistenze che paiono ormai lontane nel tempo. Delle erbe di montagna lessate, insalata e un curry di uovo,pomodoro e cipolla. Il riso, ovviamente, recita la parte principale. Facciamo un applauso al giovane proprietario che apprezza, ma non si scompone. E' veramente molto molto pacato nei modi. Torniamo in camera e mi sparo una amacata memorabile. Scrivero' anche sull'amaca. Poi vado a dormire.

venerdì, giugno 3

19 maggio tourist lodge singik

Sveglia alle 4.30. La cima della montagna e' libera da nubi ed e' rosso acceso!! Faccio il diavolo a 4 per trovare la macchina fotografica, ma non la trovo. Smetto di cercare e torno sul balcone. Il crepuscolo e' molto molto bello, la primissima luce del giorno, rossa per la rifrazione, si insinua nelle valli da oriente, le percorre, scavalca le cime piu' ad est e sbatte sulle propaggini della terra che piu' vanno in cielo. la vetta, a piu' di 8000 metri si fa rosso vivo, pian piano anche altre vette piu basse vengono colpite da luce rossa. Man mano che il sole lentamente si alza , il rosso cede il passo ad un rosso meno acceso, per poi iniziare a avvertirsi dell'arancione. Le nevi perenni riflettono bene i colori e mentre marco fa varie foto, io mi guardo il panorama. Ovviamente poi torno a letto, ci staro' per varie ore nei giorni a seguire. Mi sveglio ,te del mattino, poi lavo. Esco a cercare la macchina fotografica. Dei locali mi invitano in casa loro (zio e nipote) e mi offrono della birra (alle 8.30). Faccio presente che sto prendendo dei farmaci, e compare una bottiglia da 0'75 l di thumbs up, una bevanda tipo coca cola, tiepida. Il ragazzo e' falegname e mi mostra il piccolo altare che hanno in casa, lo ha realizzato lui .sono particolarmente decorati con cesellature gli spigoli inferori delle mensole. Parliamo per un po nella minuscola sala della piccola casetta. Noto come il tetto sia poggiato sulla casa e ci siano aperture tra le mura e il tetto. Nella sala c'e'un lettp chebfa da divano e dei tavolini; sono in legno,decorati. Appena bevo un po di bibita, me ne versano ancora, finche' non la ho finita tutta, poi ci salutiamo e torno in hotel gonfio quanto quanto una canoa. Torno in hotel, trovo la macchina fotografica e mi rimetto a letto. Nel pomeriggio andiamo a fare un giro nel colle alle spalle dell'hotel. Ci sono 2 monasteri. Il primo immediatamente alle spalle dell'hotel e' chiuso, ci tornero' 2 giorni dopo in occasione della puja . Passiamo a fianco agli alloggi per i monaci ( in legno la struttura su base in cemento) e andiamo verso l'altro monastero. Ci fermamo per uno snack che dara' soddisfazione anche nei giorni seguenti (cracker, sottiletta e pomodoro). Proseguiamo. I sentieri sono stati sistemati in forma di passerelle in cemento con scale. Sono molto facili da percorrere, ai lati terrazzamenti e qualche persona al lavoro nei campi. Il secondo monastero e' annunciato da una lunga serie di bandiere votive bianche su pali di bambu'. Il monastero e' stato ristrutturato da una equipe di francesi che hanno passato qui 9 mesi. Il monastero ha base quadrata come circa 9x9 mt e due piani. La sala inferiore e' totalmente disegnata. anche qui budda e' affiancato ad altre divinita', sue reincarnazioni. Al piano superiore un altro altare e relativi dipinti. Ci sono decorazioni nelle parti in legno anche sulle travi e altri elementi strutturali come i telai della porta di ingresso e delle piccole finestre. A fianco del gompa strutture piu' recenti per l'alloggio dei monaci.Da li torniamo verso la gH. A cena riso con curry e insalata, molto simile al giorno prima.

18 maggio mangan

Alle 6 marco mi dice Kachanganga terrace! kachanganga terrace! collego e corro sulla terrazza. La terrazza non la avevo notata e da li' si vede sia il monte che la vallata. Sulla destra del panorama bandiere buddiste a chiudere la visuale. La valle che abbiamo davanti e' verdissima, e' ovviamente stretta e di fronte l'altra parte del fiume si percepisce solo lo strapiombo, il fiume e' molto piu' in basso. Dopo un altro po di sonno usciamo. C'e' un punto panoramico poco fuori citta'.Ai lati della strada per arrivarci ci sono varie attivita' commerciali. Sul deposito del latte e' caduto un albero e stanno decidendo cosa fare. Poco piu' avanti la strada e' franata e sul crinale scosceso, stanno costruendo un muro a secco. Anche le donne spostano pietre di grosse dimensioni. Il punto panoramico si affaccia sulla stessa valle; c'e' anche un picco tempio pieno d bandiere colorate. In prossimita' del piccolo tempio una alta torre dellla linea elettrica. A rendere comica la scena il dialogo a lunga distanza tra un uomo che urlava dalla strada e il collega che era in cima al traliccio. Vanno avanti per un po', con ritmi di comunicazione piuttosto lenti. Noi prendiamo un te (decisamente buono) presso un baretto che sta li, e poi andiamo via. Facciamo check out e prendiamo il taxi per singik. Andiamo in una struttura di colore verde pisello. E' proprio una bella camera esposta a sud est con un piccolo balcone. Marco sistema la sua amaca e ci si siede, io invece esco, voglio camminare un po' e guardare il panorama, che e' veramente molto molto bello . Ci sono varie cascate e se ci si fa caso le si sente in ogni momento. Durante la passeggiata conosco 2 ragazze. La prima, di 18 anni, fa la mia stessa strada con la madre di una amica' non ricordo come abbiamo iniziato a parlare, ma poi parliamo per un po'. Vive col padre in una casa piccola piccola e mi invita a bere un te, mi dice che ha 6 fratelli e che quindi per un periodo vivevano tutti li' dentro. La casa e' divisa in 3 ambienti, sala con letti/divani, cucina e camera da letto. Le mura sembrano di mattoni e il tetto e' di lamiera. Noto come non ci sia isolamento e che l'aria da fuori entra liberamente. Chiedo come fanno a scaldarsi in inverno e lei mi fa segno che si coprono. Prepara un te per me e per il padre e esce a comprare dei biscotti che mi offre, ma che lei non mangia. Bevo il te e prima di andare via mi dice di prendere i biscotti, che lei non li avrebbe mangiati. Tornando invece parlo con passan, che di anni ne ha 21 e che studia a darjeeling. La strada che percorriamo e' piu' breve, ma anche lei, arrivata a casa, ci tiene ad uscire con un succo di frutta e darmelo, perche' io lo porti con me. Tornato in camera mi piazzo sull'amaca e mi faccio un dormitone, con vista montagne (e cascata in sottofondo). Mi sveglia marco alle 7.30, la cena e' pronta. Io mi riaddormento e scendiamo poco dopo. La cena e' molto gustosa e non speziata. Dal, verdure, insalata e riso. Faccio pace col cibo, tra antibiotici e spezie stavo perdendo gusto nel mangiare. Tornti in camera mi appoggio all'amaca e la rompo!! Fortunatamente marco e' molto pratico e, come mi dice spesso, non attaccato alle cose, mi dice di non dispiaceri, che non fa nulla. Fa un nodo funzionale allo scopo e torna a letto. Io mi fermo un po' li e poi vado a letto anche io.